Tuffo di Capodanno numero 27 a Crotone tra sole e gelo

Freddo sì, temperatura tra 6 e 7 gradi, ma con non molto vento e soprattutto con un sole che ha scaldato il cuore, prim’ancora dell’epidermide. E quando ci s’immerge in mare il primo gennaio la psicologia viene pure prima della fisiologia. A Crotone in più di 250 hanno salutato l’arrivo del 2026 col tuffo di Capodanno che oramai si può tranquillamente definire tradizionale, giacchè quella di ieri è stata l’edizione numero 27.
Crotone è stata la prima città calabrese a dare il via alla temeraria prova di affrontare l’acqua del mare di gennaio che, surriscaldamento climatico o no, è pur sempre l’acqua del mare di gennaio.
Sul lungomare Cristoforo Colombo, come detto, in poco più di 250 hanno partecipato alla cerimonia organizzata dall’associazione Tuffo di Capodanno, un nome, uno scopo, e patrocinata dall’amministrazione comunale: all’inizio, cioè alla fine del secolo scorso, era una decina di persone a dare forma all’azione, sotto gli sguardi di chi la considerava audace e goliardica e di chi, allora la maggior parte, la giudicava incosciente e sconsiderata. Da allora ci si è mai fermati, nemmeno nel 2021, durante la seconda ondata del covid, quando a tuffarsi furono in sei o sette.
A distanza di 27 anni, il tuffo di Capodanno nei pressi del lido Tricoli è ormai patrimonio comune e condiviso dei crotonesi, e difatti tra coloro che sono scesi sul bagnasciuga reso pantano dall’alta marea della notte precedente e coloro che hanno preferito restarsene sul marciapiede almeno 2 mila persone hanno assistito a quello che indubitabilmente è uno spettacolo.
Sul numero dei partecipanti, come detto 250 contro i 487 di un anno fa ed i 418 del 2023, ha influito il brusco abbassamento delle temperature proprio nella giornata di San Silvestro ed in quella di ieri. Tra i tuffatori, persone di tutte le età: agli estremi il veterano, Salvatore Russo, classe 1938, e la piccolissima Sara Torcaso, 2 anni, anche se in acqua ci è entrata appena. Premiati entrambi, come anche Mario Tosto, che non si perso un’edizione, e Samuel Damalie, ghanese che vive in Inghilterra con la moglie crotonese: è lui quello che viene da più lontano.
Spiccava un uomo, anche lui di origini crotonesi, con una tuta-costume come usava negli anni del primo dopoguerra, baffi compresi. Le scommesse con gli amici a volte sono impietose. Lorenza, purtroppo non inquadrata causa incalzare della consegna dei premi, è bergamasca: il suo amore per i crotonesi e per Crotone, dove vive da alcuni anni, è uno straordinario spot vivente.
Dopo il tuffo Roberto Garubba, presidente dell’associazione, che con Enzo Colosimo e Raffaele Marino è tra i principali organizzatori, è uno di quelli che ha più faticato a stabilizzare la temperatura corporea. Ma questo, chiarisce, non lo condizionerà e tantomeno lo fermerà negli anni venturi…