Una tavola rotonda molto ampia quella organizzata
a Crotone dalla Uil Calabria e dalla Soroptimist pitagorica contro la
violenza di genere, alla vigilia della giornata internazionale che si celebra il 25 novembre.
Protagonisti gli studenti e le studentesse delle scuole superiori di Crotone che sono intervenuti all'iniziativa
"Urliamo contro la violenza di genere", i quali hanno dibattuto sul tema con gli esponenti istituzionali: sul palco la sottosegretaria agli Interni
Wanda Ferro, la prefetta
Franca Ferraro, il comandante provinciale dei Carabinieri
Raffaele Giovinazzo, il questore
Renato Panvino, il procuratore della Repubblica
Domenico Guarascio, la segretaria regionale della Uil
Maria Elena Senese, e la presidente del Soroptimist
Maria Lucia Cosentino. A coordinare gli interventi i giornalisti Antonella Marazziti e Francesco Latella.
«Dati drammatici» a livello nazionale
«E' una violenza che si attesta con dei
piccoli dati incoraggianti - ha dichiarato la sottosegretaria Ferro ai cronisti - per quanto riguarda una diminuzione sulla parte che riguarda i maltrattamenti piuttosto che le violenze sessuali, ma con
dati drammatici per quanto riguarda i femminicidi. Siamo, da fino a settembre, ad oltre 60 donne uccise per mano del loro ex partner, di cui
44 attestate proprio come femminicidio voluti da chi doveva in qualche modo custodire quell'amore».
«Un dramma che non ha confini»
«E'
necessario fare rete - ha affermato la segretaria Senese - è necessario richiamare continuamente l'attenzione. Parliamo di
un dramma che non ha confini, che riguarda donne di ogni età. Oggi avremo modo di parlare con tante ragazze per parlare, provare a costruire una cultura diversa,
una cultura basata sul rispetto, sull'empatia, sul sostegno».
I numeri «allarmanti» di Crotone e provincia
«Registriamo dei numeri allarmanti - ha detto il procuratore Guarascio - purtroppo, di anno in anno,
continuano e aumentano i casi di reati da violenza di genere. Sicuramente c'è una maggiore attenzione da parte delle forze dell'ordine, c'è una maggiore attenzione anche da parte della cittadinanza.
Purtroppo i casi sono tanti. Oggi testimoniamo la nostra vicinanza e il grido di allarme. Oggi il tema è urlare e dire
denunciate, perché ancora troppe poche persone denunciano».
La risposta che parte da Crotone
L'iniziativa odierna è "figlia" di
un primo incontro aperto sulla tematica organizzato lo scorso giugno sul lungomare di Crotone dalla questura. «
Urlare significa svegliare le coscienze - ha dichiarato il questore Panvino - e reagire ad un sistema di violenza, essa sia pratica o anche quella violenza che è fatta da comportamenti. Oggi Crotone mi pare che stia dando
una ennesima risposta di grande partecipazione».