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SERIE C | Cosenza: il mutismo della società rossoblu terrorizza i tifosi

SERIE C | Cosenza: il mutismo della società rossoblu terrorizza i tifosi
Ma qual è il gioco di Eugenio Guarascio? Perché un conto è decidere di isolarsi, di non comunicare, di mantenere un algido distacco rispetto alle questioni del mondo circostante, ma nel caso del Cosenza ormai siamo molto, molto oltre. Sono passati 64 giorni da quando la retrocessione in serie C è diventata aritmetica, con la sconfitta di Bolzano contro la Sudtirol. Era il 7 maggio. Da allora, è come se il mondo rossoblu si fosse cristallizzato. L’iscrizione alla prossima stagione sportiva è stata completata, ma è l’unica buona notizia che i tifosi hanno appreso.

Gli addii alla squadra

Per il resto, sono diventati ufficiali gli addii di Alvini e Delvecchio, sono scaduti contratti (Sgarbi e Hristov) per i quali neanche c’è stato il minimo tentativo di prolungamento. È andato via Micai, ci sono richieste per i calciatori messisi più in luce, da Ricci a Zilli. Pochissimi giorni fa si è aperta un’altra ferita lacerante: ha lasciato anche Kevin Marulla. Di solito, l’addio di un team manager non desta molti rimpianti ma Kevin non era solo un dirigente, il figlio di Gigi era un simbolo, uno degli ultimi legami col passato. Ed il passato ed i simboli nel calcio contano ancora molto, specie se incarnano fedeltà e continuità.

A quando il ritiro?

Da oggi al 15 luglio andrà in ritiro la maggior parte delle squadre di serie A, il Como di Fabregas ha inaugurato la serie. Il Catanzaro ha appena cominciato, il Crotone lo farà domenica prossima. A Cosenza è come se un buco nero avesse inghiottito tutto.

Situazione in stallo

La trattativa con l’imprenditore Vincenzo Oliva è naufragata dopo 48 ore di illusione che si potesse essere prossimi a concludere il passaggio della maggioranza azionaria. Ed anche le istituzioni cittadine, al di là di qualche debole tentativo, sembrano ormai assistere passivamente allo stallo. Erano stati contattati un paio di allenatori ed un diesse, il quale ultimo nel frattempo si è accasato. Quasi a metà luglio, non vi è alcuna notizia. Non una.

Tante domande, nessuna risposta

Sono partite le lettere di convocazione per i calciatori tuttora in organico? Sono confermate le prenotazioni dal 15 luglio e per due settimane dell’albergo di Lorica e dell’impianto sportivo nei pressi del lago Arvo per il ritiro? Tante domande, nessuna risposta. Una situazione più illogica che paradossale. Ed inedita: a memoria nostra non si ricordano casi analoghi, e sì che il calcio ci ha abituato a bizze estreme e soluzioni eccentriche.

La nota congiunta di OdG, USSI e Circolo Stampa CS

Le ultime iniziative per provare a rompere la totale immobilità sono dell’associazione ‘Cosenza nel cuore’, che ha segnalato a Figc e Lega Pro la presunta violazione dell’articolo 7 del Codice etico federale, ovvero, quello che obbliga le società di calcio a dover comunicare ai tifosi le informazioni sulla struttura societaria, i piani tecnico-sportivi e le prospettive del club (in questo momento, e da molto tempo, sul sito ufficiale del Cosenza è vuota perfino la sezione che riguarda l’organigramma societario), e da ultimi Ordine dei Giornalisti, Unione della stampa sportiva e Circolo della stampa di Cosenza, che a firma dei rispettivi presidenti (Giuseppe Soluri, Antonio Lopez e Franco Rosito) hanno diffuso una nota congiunta in cui parlano di “totale assenza di comunicazioni riguardo l’attività del Cosenza Calcio”, in un momento cruciale della sua storia e di “atteggiamento di chiusura verso gli organi di stampa locali che non solo offende il lavoro di decine di giornalisti, ma lede gravemente il diritto all’informazione di migliaia di tifosi”.

La richiesta d'incontro con Guarascio

Ordine dei Giornalisti, Ussi e Circolo della Stampa chiedono a Guarascio un incontro chiarificatore, magari coinvolgendo anche i rappresentanti di Comune e Provincia di Cosenza, al fine di veicolare finalmente “informazioni certe e verificate sui reali obiettivi che si intendono perseguire”. In un mondo normale, ci si aspetterebbe una risposta. Ma a Cosenza nessuno si fa illusioni. Se vogliamo, è proprio questo (la rassegnazione, cioè) l’aspetto più inquietante di tutta la vicenda.