CALCIO | Serie C: il Cosenza cala il poker in casa contro il Catania

Abituiamoci all’idea: c’è un Cosenza fuori dal campo, che sembra quasi compiaciuto all’idea di avere un’intera città contro, illogico fino quasi all’insensatezza, ed un Cosenza in campo, capace di isolarsi rispetto a tutto quello che lo circonda e di strapazzare il Catania capolista a punteggio pieno, fino ad oggi nessun gol al passivo in tre gare, mostrandone i limiti ed incoraggiando chi stava rassegnandosi al suo strapotere.
Peccato che fossero pochi, circa cinquecento, i tifosi che hanno assistito alla gara al San Vito-Marulla: avrebbero visto una squadra sicura di sé, dominante, mai in soggezione sebbene in avvio fosse stata proprio la compagine di Toscano a rendersi minacciosa, anche se sul traversone dalla sinistra di Casasola è un’uscita, per così dire, rivedibile di Vettorel a generare le condizioni di panico.
Ma la gara la fanno i padroni di casa che vanno per la prima volta alla conclusione con pericolosità al 19’, staffilata di Langella dai venticinque metri su respinta corta della difesa etnea dopo una punizione scodellata in area da Florenzi.
Al 35’ la gara si sblocca: difesa del Catania alta e messa male su un contropiede rossoblu, Florenzi di tacco la squarcia ed innesca a sinistra Contiliano bravo a pescare Ricciardi: primo tiro smorzato da Dini e respinto da Martic, il secondo colpisce il palo, il terzo varca la linea e meno male che quest’anno in serie C il supporto video c’è, altrimenti chissà come sarebbe finita perché l’assistente di Luongo di Frattamaggiore era rimasto al suo posto.
Cosenza meritatamente in vantaggio al riposo e Catania che in avvio di ripresa dà una mano alla squadra di Buscè: Florenzi ha spazio ai venti metri, carica il destro che è tutt’altro che irresistibile ma a Dini, non nuovo a certi svarioni, si piegano le mani, per giunta sul palo sul quale è piazzato. Donnarumma si mette le mani nei capelli, e in effetti quella del portiere è una figuraccia bella grossa, che pregiudica il risultato per i siciliani.
Il Catania prova a reagire, si alza e si scompone. Al 17’ Mazzocchi potrebbe punirlo: entra in area dalla sinistra, prova in diagonale di piatto destro ma Dini stavolta si riscatta in uscita, sulla respinta palla sulla fronte del centravanti che però colpisce d’istinto alzando la mira.
Dopo che l’arbitro ha perdonato Jimenez per un’entrata killer la gara si riapre al 24’ a causa di un errore di Dametto che si allunga il pallone e dà il via al contropiede catanese: Casasola mette il nuovo entrato Lunetta di fronte a Vettorel, scavalcato dal pallonetto che vale il 2-1.
Il Cosenza arretra ma non trema ed al 32’ chiude i conti, o quasi: Kouan parte dalla sua trequarti, si fa tutto il campo vanamente inseguito da Pieraccini e poi scavalca Dini in uscita con un tocco sotto d’insospettabile qualità, specie dopo tanta corsa. Per l’ivoriano, uno dei dieci reduci della disgraziata stagione scorsa, è il primo gol in maglia rossoblu.
Il ‘chiude i conti, o quasi’ usato prima si spiega con l’incrocio dei pali che l’ex rossoblu Forte, al 38’, colpisce con Vettorel rassegnato al peggio. E col Catania tutto sbilanciato, al quarto dei sette minuti di recupero arriva pure la quarta rete cosentina con Langella, che conclude in rete dopo un salvataggio alla disperata su Mazzocchi cercato nel cuore dell’area da D’Orazio.
Il Cosenza sale a quota 5: ormai quella a mina vagante del girone non è più solo una candidatura.