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CALCIO | Serie B: buona la prima per il Cosenza, pari del Catanzaro

CALCIO | Serie B: buona la prima per il Cosenza, pari del Catanzaro
Si è aperta ufficialmente la stagione 2024/2025 del campionato di calcio di serie B: nella prima giornata il Cosenza si è imposto per 1-0 sulla Cremonese, il Catanzaro ha chiuso il match casalingo contro il Sassuolo con il risultato di 1-1; in serie C il Crotone è uscito dalla Coppa Italia perdendo 7-6 contro il Catania dopo i calci di rigore.

Cosenza

Una di quelle vittorie che fanno saltare il banco dei bookmakers: uno straordinario Cosenza batte la Cremonese, lo fa con una gara esemplare per superiorità atletica e determinazione, azzerando la differenza di valori tecnici e smentendo un pronostico che lo voleva soccombente. Alvini non poteva sperare in un esordio migliore: ha ottenuto dai suoi quello che chiedeva, l’ha ottenuto subito, con qualità ed a prescindere dagli interpreti. Al 14’ un saggio dell’abilità del Cosenza nel ribaltare l’azione: Sadjout prova a far breccia dal lato corto dell’area, Hristov lo tiene e rilancia, Kouan recupera un pallone sporco che Fumagalli impreziosisce con un’apertura di prima per Ciervo, ottimo il suo esordio, che si accende a destra, converge, disorienta Bianchetti e di sinistro impegna Fulignati. Intorno alla mezzora l’attore protagonista che non ti aspetti esce allo scoperto. Prove generali al 24’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo, e girata di testa sull’esterno della rete. Al 30’, sull’asse Ciervo-Florenzi, Fumagalli gira di testa nel cuore dell’area e lui gira in rete di sinistro verso il palo lontano: capitano, leader gregario e man of the match, Tommaso D’Orazio in un anno e mezzo ha conquistato tutti. È la sua quarta rete in rossoblu, nella scorsa stagione ne ha messo a segno solo una. Ora ha tutto un campionato per fare meglio. La Cremonese ci mette un po’ a riprendersi e nel primo tempo tira in porta pericolosamente solo una volta, al 44’ e dalla distanza: Collocolo ha tempo e spazio per piazzare il destro, insidioso ma non angolatissimo, e Micai ci arriva. Si apre la ripresa e dopo pochi secondi il Cosenza sciupa l’occasione per dare il colpo del ko alla squadra di Stroppa. Florenzi, stavolta da sinistra, pennella in profondità, Mazzocchi è lesto a prendere il tempo a Ravanelli ma manca il colpo di controbalzo in scivolata e da terra, sull’uscita di Fulignati, la mette sul fondo. Grigiorossi in confusione, errori in serie, Mazzocchi prova ad approfittarne ed a riscattarsi all’8’ ma la conclusione è centrale e Fulignati la devia in angolo. Tre minuti più tardi Ciervo ubriaca Quagliata e dal fondo mette in mezzo: parte un flipper mai visto, Fulignati è miracoloso per due volte su Kouan, che tira da distanza ravvicinatissima, e miracolato sulla ribattuta di Fumagalli, che gli tira su un fianco mentre fa il coccodrillo sulla linea di porta. Non si sa come, la Cremonese si salva. Il Cosenza gestisce senz’affanni ed al terzo dei sei minuti di recupero va ancora vicino al raddoppio: Ricciardi, subentrato a Ciervo, se ne va lungo la linea di fondo e serve all’indietro Zilli la cui girata verso una porta affollata di maglie bianche, è debole e sin troppo angolata. La palla gira e coglie la base esterna del palo. Ma il Cosenza porta a casa tre punti meritatissimi e si regala un inizio di campionato strepitoso dopo un’estate di mugugni e polemiche.

Catanzaro

Gioire per un pareggio casalingo anche se si è fatto meglio dell’avversario si deve se al 93’ quell’avversario fallisce un calcio di rigore e ti risparmia mentre sei, già rassegnato, con la testa sul ceppo. Fabio Caserta può essere soddisfatto: il suo Catanzaro sembra già avere identità e carattere e di fronte c’era pur sempre la corazzata Sassuolo, destinata a parere di tutti ad essere protagonista del torneo. Proprio il Sassuolo è il primo a farsi minaccioso al 7’: prolungata azione avviata da Obiang, con Thorstvedt che prima viene incontro a Toljan e poi riceve al limite proprio da Obiang, si sposta verso il centro e dal limite lascia partire una sventola di sinistro che Pigliacelli vola a deviare in angolo. La risposta del Catanzaro, al 20’, è una splendida combinazione in verticale di Petriccione arricchita dall’appoggio al volo di piatto destro di Iemmello sul quale Biasci, che arriva in corsa, controlla di coscia e conclude al volo di sinistro fallendo di poco il bersaglio. Che il Catanzaro non abbia smarrito la capacità di verticalizzare lo conferma, al 27’, l’imbucata di Biasci per Situm, che poi allarga a sinistra, Iemmello si leva dalla mischia dei sedici metri, Biasci lo sa e occupa lo spazio, ne riceve l’assist ma poi, con Odenthal lontano, mastica troppo il destro da ottima posizione. Al 38’, col Catanzaro spezzato in due, la ripartenza del Sassuolo è letale: Boloca trova un buco e può avanzare per una ventina di metri, vede Laurientè marcato stretto a sinistra e va a destra da Mulattieri, Bonini scivola e dà il via libera al centravanti milanese che attira Pigliacelli e lo supera in diagonale, malgrado pure il tentativo in extremis di Petriccione in scivolata. Nella ripresa, il Catanzaro trova quasi subito il pareggio e la difesa del Sassuolo gli dà una mano decisiva: prima lasciando completamente libero di pensare Petriccione, il quale da destra taglia verso il limite, poi con un controllo fantozziano in area di Doig che regala palla a Biasci bravo, fra i centrali neroverdi, a tentare in caduta la conclusione che diventa un assist per Pontisso, che ha seguito l’azione e che da pochi passi infila sotto la traversa per l’1-1 all’8. Sassuolo in confusione: un minuto dopo Petriccione intercetta un disimpegno insensato, vede l’inserimento di Iemmello e lo serve lungo: il centravanti anticipa Satalino in uscita kamikaze ma è di spalle e non può fare molto di più. Non è finita: Situm recupera il rinvio alla meno peggio e serve Iemmello che fa da sponda all’indietro per Biasci, che di piatto destro allarga un po’ troppo la mira, sfiorando il palo. Grosso invita i suoi a serrare i ranghi e il finale è di marca emiliana. Prima Pigliacelli salva su Russo, ed al 3’ di recupero la frittata sembra fatta: Kumi è bravissimo a servire Laurientè, Antonini non può che afferrarlo per un fianco e buttarlo giù. Il francese è un rigorista ma dopo una rincorsa infinita ed a scatti spara alto oltre la traversa, graziando il Catanzaro. Se volete sapere cosa significhi pareggio che sa di vittoria, guardate gli abbracci dei giocatori giallorossi a fine gara e la soddisfazione loro e del pubblico sugli spalti. E poi, diciamola tutta, è più giusto che sia finita così.

Crotone

Come nove mesi fa, era novembre ed erano gli ottavi, il Catania elimina il Crotone dalla Coppa Italia di serie C. Come nove mesi fa, il Crotone era andato andato per primo in vantaggio. Come nove mesi fa, decisivi sono gli errori dal dischetto dei rossoblu. Primo squillo del Crotone, dopo 5’: c’è dello studio nella parabola con la quale, su calcio d’angolo, Oviszach cerca all’indietro Cargnelutti, che nessuno vede arrivare: il difensore corregge di controbalzo col piatto destro cercando l’angolo basso alla sinistra di Bethers e mancandolo di poco. Chi pensa che la partita decolli, tuttavia, s’illude. Ci vuole il 44’ per qualcosa degna di essere annotata sul taccuino: iniziativa ancora di Oviszach che pesca Gomez: nell’area affollata la scelta del gaucho di Vico Equense, controllo a seguire di destro per creare l’atmosfera e girata al volo di sinistro, è saggia ma la conclusione è debole e centrale. Il Crotone la sblocca in apertura di ripresa: il Catania pasticcia a centrocampo, Vinicius serve Gomez al limite, doppio passo su Di Gennaro e sinistro potente che Bethers tocca ma non può disinnescare. Proprio Gomez, che sembrava ad un passo dal Catania fino ad un paio di settimane fa. Decisamente male la difesa del Crotone al 10’ della ripresa, su un cross dal fondo di Castellini sugli sviluppi di un calcio piazzato: Sala ci mette una pezza, poi in qualche modo la minaccia è allontanata. Un minuto dopo altra opportunità per i padroni di casa con Sturaro che conclude alto al termine di un’azione viziata forse da un fallo di Luperini su Di Pasquale. Bravissimo, al 19’ Luperini nell’addomesticare un pallone scomodo con Rispoli sul collo: la girata, da buona posizione, è però debole. Dai e dai, però, il pareggio degli etnei arriva: cross dal fondo di Bouah, che Vitale lascia andar via troppo facilmente, Sala è ancora decisivo sulla girata di testa di Carpani ma nulla può sul tap-in da pochi passi di Luperini che anticipa Rispoli e fa 1-1 al 23’. Ad 11’ dalla fine il Crotone si rifà vivo in area rossoazzurra ma la conclusione di Giron, da posizione defilata, è altissima. A meno di 3’ dalla fine Bouah, pescato da Quaini, mette a lato di testa da pochi metri ma era comunque in posizione irregolare. Si va ai supplementari. Di Tacchio, con un diagonale al volo di sinistro, va vicino al vantaggio, pallone che esce di poco con Sala fuori causa. Risponde Vitale, che finta il cross e poi lascia partire un sinistro troppo centrale. Crotone vicinissimo al vantaggio in apertura del secondo overtime: discesa di Giron sul cui cross il subentrato Rojas colpisce al volo, destro violentissimo che fa tremare il palo. Meno di due minuti dopo Quaini fa tutto da solo, discesa e sinistro dritto per dritto fuori bersaglio. Al 115’ è però ancora il Crotone ad imprecare: destro a giro di Kolaj e traversa piena! Ad un passo dai rigori Sala dice di no a Luperini, ma quando Catania-Crotone si decide dal dischetto alla fine la spuntano i siciliani. I cinque rigoristi designati fanno tutti centro, da una parte e dall’altra. Ad oltranza, il sesto è già decisivo: il miletese Spina se lo fa parare da Bethers, Di Gennaro spara una botta centrale e il Catania chiude 7-6. Agli ottavi, il Catania affronterà il Trapani nel derby. Il Crotone può concentrarsi sul campionato.