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Bonifica dell'ex area industriale di Crotone: resta (ancora) tutto fermo al palo

Bonifica dell'ex area industriale di Crotone: resta (ancora) tutto fermo al palo
Prosegue la telenovela della bonifica dell'ex area industriale di Crotone: il Ministero dell'Ambiente, al termine della Conferenza di servizi dello scorso 28 gennaio, ha sospeso parzialmente il decreto del 1 agosto 2024, nella sola parte relativa all’autorizzazione al deposito temporaneo D15, nel quale sarebbero dovuti conferire – temporaneamente – i veleni delle discariche a mare. Il MASE ha proceduto nelle more di approfondimenti con le autorità giudiziarie a cui gli enti hanno presentato gli esposti e dell’esame del TAR sui ricorsi che hanno richiesto l’annullamento del decreto di agosto 2024.

Esposti e diffide degli enti

L’avvio degli scavi era stato pianificato per il 20 gennaio, ma è stato sospeso a seguito degli esposti presentati il 14 e 15 gennaio 2025 da Regione Calabria, Comune e Provincia di Crotone, che hanno diffidato Eni Rewind dal conferire i rifiuti pericolosi presso la discarica di Columbra, e la stessa Sovreco - proprietaria del sito - dal ricevere tali conferimenti. E' bene ricordare che è ancora in vigore il Paur - Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale – del 2019 nel quale vi è scritto nero su bianco che i rifiuti della bonifica devono essere conferiti fuori dalla Calabria.

La risposta di Eni

Il 17 gennaio Sovreco ha comunicato che, "a causa delle diffide degli enti locali, non ritiene ci siano più i presupposti per attivare il contratto con Eni Rewind". La multinazionale ha risposto - con una nota - alla sospensione del Ministero del deposito D15 che "ciò non consentirebbe di avviare immediatamente gli scavi, non essendo disponibili discariche alternative a Sovreco per il conferimento dei rifiuti pericolosi e, di più, non essendo neppure certo che nei prossimi mesi sarà possibile ottenere il rilascio delle notifiche transfrontaliere". "Come specificato da Eni Rewind in sede di Conferenza dei Servizi - prosegue la nota della multinazionale - avviare gli scavi senza avere certezza sul se e quando saranno effettivamente disponibili discariche per rifiuti pericolosi idonee e capienti per i fabbisogni del POB, esporrebbe la società al rischio di commettere il reato di discarica abusiva, qualora i rifiuti pericolosi stoccati nel D15 non potessero essere smaltiti entro il termine di legge di 12 mesi per carenza di destini e, soprattutto, costituirebbe un rischio potenziale per la salute e l’ambiente, dal momento che rifiuti abbancati da anni in una discarica a suo tempo autorizzata e chiusa con provvedimenti degli enti, sarebbero stoccati a tempo indeterminato in un deposito preliminare". Dunque, la partita sulla bonifica dell'ex area industriale di Crotone, continua a rimanere ferma al palo. Si attendono nuovi sviluppi nelle prossime puntate di questa telenovela...