Una ruspa
rimuove il terreno strato per strato; i camion lo portano
nel deposito realizzato appositamente nell'ex area industriale; qui verrà analizzato e caratterizzato ai fini dell'invio in discarica. Sono iniziate, per come annunciato da Eni Rewind, le
operazioni di scavo per la rimozione dei rifiuti industriali che compongono le vecchie
discariche a mare dell'ex sito industriale di Crotone.
Acqua nebulizzata
Nel cantiere, allestito già da diversi giorni,
ha iniziato ad operare una ruspa, incaricata di rimuovere il terreno strato dopo strato, e che
lavora sotto un getto di acqua nebulizzata che serve a non fare sollevare le polveri dallo scavo. Una serie di carotaggi (gli ultimi risalgono al 2017) ha fornito un quadro di massima della composizione del terreno e dei diversi livelli di inquinamento alle diverse profondità.
Analisi nel deposito D15
In linea di massima si opera sulla base di quelle indicazioni, ma
la reale composizione del terreno asportato la si conoscerà solo dopo le analisi che verranno effettuate in seguito al conferimento del materiale
nel deposito temporaneo D15. Il terreno asportato, infatti, viene scaricato nelle diverse celle di questo deposito, quindi caratterizzato per
capirne volumi, tipologia e livello di inquinamento, e dunque in quali discariche avviarlo: se in quelle per rifiuti pericolosi individuate in Svezia oppure in quelle per rifiuti non pericolosi individuate in Italia.
La bonifica
La bonifica delle due ex discariche (che per decenni hanno ospitato gli scarti di lavorazione delle fabbriche) prevede
la gestione di circa 760mila tonnellate di materiale, 400mila delle quali sono stimate
“non pericolosi”, dunque smaltibili in altre regioni italiane.
Rifiuti in Svezia
Nei giorni scorsi Eni Rewind ha reso noto che
le autorità svedesi hanno autorizzato l’esportazione di 40mila tonnellate di rifiuti pericolosi - da smaltire entro il 25 maggio del 2026 - nella discarica di
Kumla, in Svezia. Contestualmente ha spiegato che i rifiuti saranno trasportati via nave dal porto di Gioia Tauro, all’interno di container.
Il giudizio pendente al TAR
Intanto si attende
la decisione del Tar della Calabria, che il 18 giugno entrerà nel merito di tutti
i ricorsi sulle più recenti ordinanze e sui decreti emessi in tema di bonifica. Si tratta di ricorsi prodotti da
Regione Calabria, Provincia e Comune di Crotone, e da alcune
associazioni che chiedono vengano annullati il decreto ministeriale che propone la modifica del piano operativo di bonifica e l'ordinanza del commissario per la bonifica del Sin,
Emilio Errigo, che di fatto permetterebbero di smaltire una parte dei rifiuti pericolosi nella vicina discarica crotonese di Columbra.