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Bonifica Crotone: iniziato il trasferimento dei rifiuti dalle discariche a mare

Bonifica Crotone: iniziato il trasferimento dei rifiuti dalle discariche a mare
E' iniziata la rimozione definitiva dei rifiuti delle discariche a mare dell'ex area industriale di Crotone. Inizia, dunque, il viaggio di oltre 400.000 tonnellate di rifiuti non pericolosi e di 360.000 tonnellate di rifiuti pericolosi (non contenenti Tenorm e Amianto), fuori da Crotone e dalla regione Calabria.

Le prime duemila tonnellate

Le operazioni vedono il trasferimento di circa duemila tonnellate di rifiuti non pericolosi, delle circa diecimila tonnellate attualmente già rimosse, stoccate nelle baie di protezione e sicurezza realizzate in aree di proprietà privata da Eni Rewind Spa, denominati D15 non Tenorm. Dopo le procedure di caratterizzazione, selezione e omologazione, i materiali vengono caricati su oltre 100 automezzi pesanti - circa 15 camion al giorno - e trasferiti in impianti e discariche autorizzati in varie regioni d'Italia.

Controlli ambientali

Durante tutte le fasi - era stato comunicato in una nota del commissario per la bonifica, Emilio Errigo - "saranno effettuati rigorosi controlli ambientali e sanitari grazie al supporto dell'Arma dei Carabinieri - Legione Calabria - Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari e dei tecnici di Arpacal.

La sentenza del TAR

In tutto ciò va ricordato anche che, con la sentenza depositata il 13 agosto, il TAR della Calabria ha accolto i ricorsi presentati da Regione, Comune e Provincia di Crotone e dalle associazioni, annullando sia il progetto stralcio di ENI Rewind approvato il 1° agosto 2024, sia l’ordinanza del commissario Errigo che prevedeva il conferimento dei rifiuti nella discarica di Columbra (di proprietà della società Sovreco).

Contraddittorietà, difetto di istruttoria e incoerenza

Il tribunale amministrativo ha, infatti, ravvisato contraddittorietà, difetto di istruttoria e incoerenza nell’iter ministeriale, giudicando il provvedimento “criptico” e in contrasto con i limiti fissati dal PAUR. Inoltre, ha stabilito che l’ordinanza commissariale aveva invaso competenze regionali e ministeriali, imponendo soluzioni — come l’utilizzo dei depositi preliminari come temporanei e il conferimento a Columbra — non approvate nelle sedi competenti.