CALCIO | Serie B, ottobre inizia male

Un punto in due, e contro avversari non proprio trascendentali. Per Catanzaro e Cosenza l’ottava giornata di serie B non è di quelle da tramandare ai posteri. Il punto, meglio che niente, lo incasella il Catanzaro che evita la terza sconfitta stagionale, la seconda in casa, che peraltro non avrebbe meritato, a pochi secondi dalla fine col primo gol in giallorosso di Andrea La Mantia, che aveva preso il posto di Biasci da una ventina di minuti. Col Modena, che si presentava al ‘Ceravolo’ con gli uomini contati, i giallorossi hanno condotto la gara quasi dall’inizio alla fine concedendo, tuttavia, troppo in fase difensiva e denotando difetti sui quali Caserta ha ancora molto da lavorare. Ma il sorpasso alla squadra di Bisoli non è riuscito anche perché, è ormai chiaro, l’assenza di Iemmello è un lusso che i giallorossi non possono concedersi: non si tratta solo di intelligenza calcistica, giocate, gol, esperienza, ma anche del fatto che gli altri, col capitano in campo, si sentono più forti, più rassicurati. Forse anche per questo stavolta l’allenatore giallorosso ha puntato su un più solido 3-5-2, con Pittarello e Biasci davanti, e Koutsoupias e D’Alessandro dall’inizio. Doveva essere una scelta di prudenza in fase di non possesso, ma nell’occasione del gol del momentaneo sorpasso il Catanzaro si è trovato scoperto e vulnerabile, ed è poi stato costretto ad inseguire. Per fortuna ci è riuscito, ma a Bari alla ripresa servirà di più.
Cosenza: uno stop inatteso, soprattutto nei modi. E venerdì...
Il Cosenza, invece, è stato quello che mai era stato nelle otto gare precedenti, partita di coppa Italia a Torino compresa. Mai così brutto, scialbo e distratto, si è arreso in casa ad un Sudtirol che arrivava in Calabria col fardello di quattro sconfitte nelle ultime cinque gare. Errori di atteggiamento e di postura. Nel gol che porta quasi subito in vantaggio la squadra di Valente si lascia troppo spazio al fraseggio e nessuno va a chiudere su Rover, che fa trenta metri indisturbato prima di calciare. Non spende il fallo Ricciardi, sicuro che qualcuno prima o poi sarebbe intervenuto, in ritardo i centrali, che gli lasciano il tempo di mirare e scegliere la soluzione migliore. Il tentativo di riequilibrare la gara è arruffato, legato alle fiammate più che alla manovra, ma la cosa più sorprendente è che nella ripresa, giocata in superiorità numerica per tutta la durata, i silani lasciano un’impressione addirittura peggiore. Strizzolo ha sprecato l’unica, vera occasione da gol ma non si può dire che il Sudtirol abbia sofferto ed il gol, bellissimo, del raddoppio non è stato un premio eccessivo. La sconfitta in questo momento proprio non ci voleva: anzitutto perché c’è la sosta, e quindi si rimugina sull’ultimo posto, ora sì, in solitudine. E poi perché venerdì prossimo sarà discusso il ricorso contro la penalizzazione di 4 punti irrogata per il ritardato pagamenti dei contributi. Secondo un vecchio detto, il cane morde sempre lo stracciato.