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CALCIO | Serie B, Catanzaro: calma e gesso. Finisce pari con la Carrarese

CALCIO | Serie B, Catanzaro: calma e gesso. Finisce pari con la Carrarese
Sarà meglio intendersi, e anche in fretta. Che stagione si aspetta il Catanzaro? Meglio ancora: che stagione si aspettano la società ed i tifosi? Certo, tre pareggi non rappresentano un bottino cospicuo, ed in casa forse era lecito aspettarsi qualcosa di più contro Sudtirol e Carrarese. Ma l’idea opposta, e cioè che i giallorossi siano andati al di sotto delle loro potenzialità, è sbagliata perché in serie B il pane è duro, non ci sono squadre cuscinetto, se non quando sono ormai condannate e rassegnate, e l’equilibrio è la regola. Del resto, una dimostrazione di quel che abbiamo appena detto è rappresentata proprio dal Catanzaro: da neo-promossa, la squadra guidata di Vincenzo Vivarini si è distinta per la qualità del gioco, ha riscosso consensi, guadagnato fiducia e si è arrampicata fino alla semifinale dei playoff, poi persa per mano di una Cremonese nettamente più forte. Traguardo bissato anche da Caserta nella stagione scorsa, e con una cifra di gioco non dissimile. Ma pensare di doversi ripetere, o migliorare, di anno in anno, è sbagliato: può succedere, ma non si può pretendere, e men che mai si può pensare di portarsela da casa, qualunque sia l’avversario. A fine gara, Aquilani a tal proposito è stato molto chiaro. La Carrarese di Calabro è una buona squadra, ha prevalso nel primo tempo per ordine e chiarezza di idee, ha avuto coraggio, non ha badato solo a difendersi. E se Pigliacelli, pure al netto del clamoroso errore nella fase iniziale della gara, è stato il miglior giallorosso in campo una ragione ci sarà. Il Catanzaro è un cantiere, i giocatori nuovi sono tanti. Situazione simile a quella di un anno fa, quando fino a novembre inoltrato ci si lamentava della pareggite. Al netto della mitica battuta del presidente catanese Massimino l’intesa tra giocatori e reparti non è in vendita, ed a chi gli chiede di chi è rimasto fuori, prendendo come pretesto l’esclusione di Liberali, Aquilani risponde con garbata ironia. Servono calma e pazienza. E, se possibile, per un po’ è meglio lasciar stare il discorso dell’asticella. Che non sembra star portando consiglio e, sospettiamo, nemmeno fortuna.