Operazione "Glicine", Gratteri: "La pubblica amministrazione crotonese era al servizio della cosca di Papanice"

Una pubblica amministrazione a servizio della cosca di Papanice. Il quadro emerge dalle parole del procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, nel corso della conferenza stampa che si è svolta presso la procura di Catanzaro per illustrare i dettagli dell'operazione "Glicine", che all'alba di oggi ha consentito di notificare 43 misure cautelari nei confronti di esponenti mafiosi, politici, amministratori del crotonese, per i reati di associazione di tipo mafioso (22 indagati), associazione per delinquere (9 indagati), associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe aggravata dalle finalità mafiose (3 indagati),turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, omicidio, trasferimento fraudolento di valori, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, turbata liberà degli incanti, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, falsità ideologica e materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, scambio elettorale politico mafioso, truffa aggravata. La locale di Papanice, secondo le informazioni fornite da Gratteri, aveva rapporti diretti con la pubblica amministrazione, dal 2014 al 2020, riuscendo in questo modo a controllare attività illecite. La cosca di Papanice era diventata il vertice provinciale dell'area crotonese che si espande fino alla Sibaritide, il riferimento per le altre locali di 'ndrangheta nella provincia di Crotone, secondo quanto riferito in conferenza stampa dal comandante del secondo reparto investigativo dei Ros, il colonnello Massimiliano D'Angelantonio.