Almeno la metà delle spiagge calabresi deve rimanere libera e accessibile a tutti. Nella definizione dei criteri per la gestione delle concessioni balneari, Legambiente Calabria chiede alla Regione di far prevalere la tutela degli ecosistemi costieri ed il diritto alla libera fruizione degli arenili rispetto agli interessi economici legati allo sfruttamento del demanio marittimo.
Le linee guida della Regione
La proposta arriva dopo la presentazione, da parte della Regione Calabria, delle “Linee guida di indirizzo per la valutazione della sussistenza della scarsità della risorsa spiaggia e dell’interesse transfrontaliero certo”, strumento destinato a supportare i Comuni costieri nelle procedure relative alle concessioni demaniali alla luce della direttiva europea Bolkestein.
Più attenzione alle fragilità
Secondo l'associazione ambientalista, lo strumento regionale non tiene in sufficiente considerazione la fragilità ambientale legata agli eventi meteomarini avversi ed all’erosione costiera. Un fenomeno, quest'ultimo, che interessa oltre il 26% della costa bassa calabrese e rischia di aggravarsi per effetto dei cambiamenti climatici.
Nel calcolo della disponibilità delle spiagge, dunque, non basta limitarsi alla lunghezza complessiva della costa (magari includendo anche zone non balneabili), ma bisogna considerare la reale possibilità di utilizzare gli arenili e la loro accessibilità.
Il 50% di spiagge libere
Un altro punto riguarda la percentuale minima di spiaggia libera. La normativa regionale calabrese la prevede al 30%; troppo poco secondo Legambiente, che chiede che la percentuale salga almeno al 50% per ogni ambito comunale, garantendo spiagge accessibili anche alle persone con disabilità, e tratti liberi che non siano concentrati nei tratti più difficilmente raggiungibili. “La priorità - commenta la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta - dev'essere la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi costieri e marini; occorre evitare una sostanziale ulteriore privatizzazione del demanio marittimo”
Rafforzare i controlli
Il riordino delle concessioni, inoltre, rappresenta un’occasione per rafforzare i controlli ambientali sugli stabilimenti balneari e promuovere un modello di gestione fondato sulla sostenibilità. I futuri bandi dovrebbero quindi valorizzare gli investimenti, la qualità dei servizi, la tutela del territorio e la creazione di occupazione.



