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Processo Cutro: "Se il dubbio c'è, va tenuto in considerazione"

Udienza tesa al processo sui ritardi nei soccorsi al caicco naufragato a Steccato

Era un'udienza particolarmente attesa, e non ha deluso le aspettative, la numero 19 del processo per i mancati soccorsi al Caicco Summer Love, il cui naufragio a pochi metri dalla riva il 26 febbraio 2023 provocò la morte di almeno 94 persone.

Testi di Frontex

A deporre, infatti, erano due dei tre specialisti presenti a Varsavia, nella sala operativa di Frontex, la notte del naufragio. I primi a visionare le immagini del caicco intercettato dall'aereo Eagle1 diverse ore prima della strage. I primi a fare una valutazione della situazione, assieme all'equipaggio dell'aereo.

Dal caicco "diverse telefonate"

Dall'escussione di Paolo Magistri, esperto Sar in forze alla Guardia costiera, è tornata ad emergere la circostanza che fossero diverse (e non una) le telefonate intercettate che erano partite dal caicco dirette in Turchia. Un dato importante, visto che proprio i contatti con la Turchia sono spesso una spia per riconoscere i viaggi di migranti. E dunque un dato che avrebbe potuto contribuire a fugare i dubbi sulla presenza di migranti a bordo utilizzati nella strategia di difesa dei quattro imputati appartenenti alla Guardia di Finanza.

Possibili persone sottocoperta

Ma che a bordo, sottocoperta, potessero esserci migranti (magari in fuga dal terremoto che pochi giorni prima aveva colpito Siria e Turchia), lo aveva detto fin da subito anche il secondo teste, Walter Vincenzo Pascalicchio, esperto di Law enforcement in forze alla Guardia di Finanza. E lo aveva manifestato sia a Varsavia che in una chat privata con un suo ex superiore, al quale ha detto di aver sollecitato un intervento condiviso con la Guardia costiera. "Anche se non vedevo un pericolo immediato, ho chiesto una verifica in situ. Quel target mi preoccupava perché non volevo che, con quelle condizioni meteo, scadesse verso costa. Sarebbe stato pericoloso".

In una deposizione piuttosto tesa, Pascalicchio ha anche detto che dal suo reparto  avrebbero voluto “una relazione sull'interrogatorio reso al pubblico ministero”, che è coperto dal segreto istruttorio, ma che lui ha “mantenuto il riserbo assoluto sui contenuti”.

"Se il dubbio c'è, va considerato"

Ha anche sottolineato più volte il disaccordo con Magistri sulla valutazione dell'intervento: "Dopo aver visto le immagini mi disse: naviga bene, è tuo”. “Non è compito nostro decidere se l'intervento è di polizia o di ricerca e soccorso, ma dobbiamo fornire tutte le indicazioni perché la decisione presa dagli organismi competenti sia quella che meglio risponde alle circostanze”. “Se da una barca c'è una risposta termica, il mio dubbio non dev'essere che ci siano stufe, ma che ci siano persone. E se il dubbio c'è, va tenuto in considerazione”


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