Oggi, domenica 1° novembre 2026, si celebra Ognissanti, la festività con cui la Chiesa cattolica rende omaggio a tutti i santi, non soltanto a quelli ufficialmente riconosciuti e ricordati nel calendario liturgico, ma anche a coloro che, secondo la fede cristiana, hanno raggiunto la santità pur rimanendo sconosciuti. Una ricorrenza che affonda le proprie radici nei primi secoli del cristianesimo e che, nel corso del tempo, si è intrecciata con le tradizioni popolari legate al ricordo dei defunti.
Il 1° novembre è un giorno festivo in tutta Italia, ma il suo significato viene spesso confuso con quello del 2 novembre. Le due ricorrenze sono strettamente collegate, pur avendo origini e finalità differenti.
Come nasce la festa di Ognissanti
Le prime celebrazioni dedicate collettivamente ai martiri cristiani risalgono al IV secolo, quando alcune comunità dell'Oriente cristiano iniziarono a riservare una giornata alla memoria di quanti avevano perso la vita per la propria fede.
Inizialmente, però, la ricorrenza non cadeva il 1° novembre.
Un passaggio importante avvenne a Roma nel 609 o 610, quando papa Bonifacio IV consacrò il Pantheon alla Vergine Maria e a tutti i martiri. La celebrazione era allora fissata al 13 maggio.
Fu nell'VIII secolo che papa Gregorio III contribuì all'affermazione della data del 1° novembre, dedicando una cappella nella basilica di San Pietro a tutti i santi. Successivamente, nel IX secolo, papa Gregorio IV favorì l'estensione della festività al mondo cristiano occidentale.
La ricorrenza assunse così un significato più ampio: non ricordare soltanto i martiri, ma celebrare tutti coloro che, attraverso la propria vita, avevano testimoniato la fede cristiana.
Perché si festeggia proprio il 1° novembre?
La scelta della data si colloca in un periodo dell'anno che, già prima della diffusione del cristianesimo, aveva un particolare valore simbolico per diverse popolazioni europee.
Nella cultura celtica, ad esempio, la festa di Samhain segnava il passaggio dalla stagione luminosa a quella invernale ed era associata anche al rapporto tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Queste tradizioni vengono spesso richiamate per spiegare la vicinanza tra Halloween e Ognissanti. Non esiste, tuttavia, una spiegazione storica univoca che permetta di considerare la festività cristiana una semplice trasformazione di Samhain.
Il nome Halloween deriva dall'espressione inglese All Hallows' Eve, ovvero la vigilia di Tutti i Santi. Il legame tra le due ricorrenze è quindi presente anche nella denominazione, sebbene abbiano assunto nel tempo caratteristiche profondamente diverse.
La differenza tra Ognissanti e il giorno dei morti
Il 1° novembre e il 2 novembre vengono spesso associati alle stesse consuetudini, soprattutto alle visite nei cimiteri, ma la distinzione religiosa è precisa.
Ognissanti celebra tutti i santi, mentre il 2 novembre è dedicato alla commemorazione di tutti i fedeli defunti.
Nel primo caso la Chiesa celebra coloro che considera partecipi della vita eterna; nel secondo invita i fedeli alla preghiera e al ricordo delle persone scomparse.
La commemorazione del 2 novembre si consolidò nel Medioevo, anche grazie all'iniziativa dell'abate Odilone di Cluny, che promosse la preghiera per i defunti nelle comunità monastiche.
Un'altra differenza riguarda il calendario civile: il 1° novembre è una festività nazionale, mentre il 2 novembre, pur essendo una ricorrenza religiosa molto sentita, non è un giorno festivo in Italia.
Le tradizioni di Ognissanti in Calabria
In Calabria il periodo compreso tra Ognissanti e la commemorazione dei defunti conserva un patrimonio di usanze che testimonia il rapporto delle comunità con la memoria familiare.
Accanto alle celebrazioni religiose e alle visite nei cimiteri, un tempo erano diffuse credenze secondo le quali, nella notte tra il 1° e il 2 novembre, le anime dei defunti potessero tornare simbolicamente nelle abitazioni.
In alcune località si lasciavano sulla tavola pane, acqua, vino o altri alimenti, come gesto di accoglienza verso i propri cari scomparsi. Altrove si accendevano candele alle finestre, affinché potessero ritrovare la strada di casa.
Anche la cucina custodisce il ricordo di queste ricorrenze. Tra le preparazioni tradizionali figurano le lagane e ceci, piatto diffuso in diverse zone della regione, e i dolci conosciuti come ossa dei morti.
Sono usanze che appartengono soprattutto alla memoria popolare e che, in alcuni territori, continuano a essere tramandate all'interno delle famiglie.
A studiare il rapporto tra la morte e le tradizioni delle comunità meridionali sono stati anche gli antropologi Luigi Maria Lombardi Satriani e Mariano Meligrana, autori del volume Il ponte di San Giacomo. L'ideologia della morte nella società contadina del Sud, un'opera dedicata alle credenze e ai rituali attraverso i quali le popolazioni del Mezzogiorno hanno interpretato il legame tra vivi e defunti.
Il 1° novembre conserva dunque una duplice dimensione: quella religiosa, dedicata alla celebrazione della santità, e quella culturale, fatta di consuetudini familiari e tradizioni che hanno attraversato i secoli.




