Il reperto, risalente probabilmente a oltre duemila anni fa, è stato individuato durante i lavori per il nuovo elettrodotto sottomarino tra Calabria e Sicilia, a circa 125 metri di profondità.
Una scoperta archeologica nei fondali calabresi
Un'antica anfora, rimasta per secoli sui fondali dello Stretto di Messina, è stata individuata durante i lavori per la realizzazione del nuovo collegamento elettrico sottomarino tra Calabria e Sicilia.
Il ritrovamento è avvenuto a circa 125 metri di profondità, a un chilometro dalla costa di Villa San Giovanni, nel Reggino.
Secondo le prime valutazioni, il reperto presenta caratteristiche riconducibili alle anfore greco-italiche risalenti al periodo compreso tra il II e il I secolo avanti Cristo.
Un oggetto che potrebbe quindi avere oltre duemila anni di storia e che testimonia l'importanza dello Stretto come luogo di passaggio e di scambio commerciale fin dall'antichità.
Il recupero durante i lavori dell'elettrodotto
La scoperta è avvenuta nell'ambito delle attività collegate al nuovo elettrodotto sottomarino realizzato da Terna, infrastruttura destinata a rafforzare il collegamento energetico tra la Sicilia e la Calabria.
Durante le operazioni sui fondali è stata individuata l'anfora, successivamente recuperata e affidata alla Soprintendenza competente per gli accertamenti e le attività di tutela.
Il ritrovamento evidenzia come i lavori per le infrastrutture moderne possano offrire nuove occasioni per individuare e salvaguardare testimonianze del passato.
Lo Stretto, un patrimonio ancora da scoprire
Lo Stretto di Messina ha rappresentato per secoli un punto strategico per la navigazione nel Mediterraneo, collegando rotte commerciali e comunità differenti.
Il rinvenimento di un'anfora di epoca antica richiama proprio questa lunga storia di scambi, quando contenitori simili venivano utilizzati per il trasporto di prodotti alimentari, tra cui vino e olio.
Sebbene siano necessari ulteriori approfondimenti per definire con precisione la provenienza e le caratteristiche del reperto, la scoperta contribuisce ad arricchire la conoscenza del patrimonio archeologico sommerso della Calabria.
Un nuovo collegamento energetico tra Calabria e Sicilia
Il ritrovamento si inserisce in un progetto infrastrutturale di particolare rilevanza.
Il nuovo elettrodotto prevede la posa di tre cavi sottomarini attraverso lo Stretto, con l'obiettivo di aumentare la capacità di scambio di energia elettrica tra la Sicilia e il continente.
L'intervento punta a migliorare l'efficienza della rete e a favorire una maggiore integrazione del sistema elettrico nazionale.
Innovazione tecnologica e tutela del patrimonio storico si incontrano così in un tratto di mare che continua a rivelare testimonianze del proprio passato.
Quante altre testimonianze della storia antica potrebbero essere ancora custodite nei fondali calabresi? E quanto sarebbe importante valorizzare il patrimonio archeologico sommerso della nostra regione?




