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Vinicio Capossela al "Politeama" di Catanzaro: musica e poesia contro l’indifferenza

"E morte non avrà dominio", uno spettacolo intenso e ricco di suggestioni, inserito nella ventitreesima edizione del Festival d’Autunno

Una serata tra musica, poesia e teatro, con la memoria e la denuncia sociale al centro del racconto. Al Teatro Politeama di Catanzaro, Vinicio Capossela ha lasciato il segno con E morte non avrà dominio, lo spettacolo presentato nell’ambito della ventitreesima edizione del Festival d’Autunno, ideato e diretto da Antonietta Santacroce.


Una ballad opera che unisce quindici canzoni inedite, recitazione e suggestioni sonore, dando voce agli esclusi e a chi resta ai margini. Un viaggio che attraversa la perdita, il ricordo e il bisogno di non rimanere indifferenti davanti alle ingiustizie.


All’origine del progetto c’è anche il ricordo di Renato Striglia, dj radiofonico scomparso nel 2020, e il legame con Under Milk Wood, il radiodramma di Dylan Thomas. La radio diventa così uno strumento per far dialogare i vivi e gli assenti, riportando sulla scena voci e presenze del passato. Tra queste, quelle di Ornella Vanoni, Paolo Rossi, Nada, Luciana Littizzetto e Geppi Cucciari.


Accanto a Capossela, la voce ruvida e teatrale di Pierpaolo Capovilla, in un confronto tra canto e parola parlata accompagnato da una band che attraversa blues, folk, swing e rock. Anche la scenografia contribuisce al racconto, con vecchie radio e oggetti quotidiani che cambiano significato, evocando la precarietà dell’esistenza e il confine sottile tra vita, morte e viaggio.


Lo spettacolo si confronta anche con le tragedie del presente, dalle guerre alla sofferenza dei più innocenti, con un richiamo alla Palestina nel finale. Al centro, l’epica degli sconfitti, di chi non risponde ai modelli dominanti di successo e produttività, ma conserva una propria dignità.

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