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'Ndrangheta, la Dda di Catanzaro ricostruisce il ruolo di Sibarelli nella cosca

Per il gip, la donna sarebbe stata "partecipe dell'associazione" facendo da tramite tra il capo e gli affiliati

'Ndrangheta, la Dda di Catanzaro ricostruisce il ruolo di Sibarelli nella cosca

Non era solamente la compagna del boss Damiano Pepe ma una figura che, per l'accusa, avrebbe avuto un ruolo centrale nella cosca gestendo il denaro e facendo da tramite tra il capo e gli affiliati. E' il profilo che gli inquirenti delineano di Silvana Sibarelli, uccisa nell'agguato mafioso a Cassano allo Ionio lo scorso 23 ottobre.


Cos'è emerso dall'inchiesta "Ginestra"

Dall'ordinanza cautelare relativa all'inchiesta "Ginestra", il gip la definisce "partecipe dell'associazione", disponendo nei suoi confronti la custodia in carcere per partecipazione all'associazione mafiosa. Secondo gli inquirenti, la donna avrebbe avuto il compito di ricevere il denaro per mantenere Pepe durante la detenzione. Sibarelli, inoltre, avrebbe amministrato somme di denaro della cosca e assicurato i contatti con gli affiliati. Anche l'abitazione della coppia, sarebbe stata utilizzata come base logistica. Dalle carte dell'inchiesta è emerso anche un presunto rapporto di lavoro fittizio presso un'azienda agricola riconducibile a un imprenditore vittima di estorsione. Secondo gli investigatori, tra il 2018 e il 2022, la donna avrebbe percepito redditi senza svolgere alcun tipo di prestazione lavorativa, ottenendo comunque una copertura economica a favore della famiglia del boss Pepe.

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