La Calabria mostra risultati ambientali molto diversi tra i suoi capoluoghi. È quanto emerge da Ecosistema Urbano 2026, il rapporto di Legambiente e Ambiente Italia, realizzato con il Sole 24 Ore, che valuta la sostenibilità di 106 città italiane.
Cosenza nella top ten nazionale
Con un indice del 70,62%, Cosenza conquista il nono posto e diventa la prima città del Sud in classifica, risalendo dalla sedicesima posizione del 2025. Tra gli aspetti positivi figurano i consumi idrici domestici e il settore energetico.
Distanti gli altri capoluoghi calabresi: Catanzaro è 81ª con il 47,99%, Vibo Valentia 99ª con il 39,30%, Crotone 101ª con il 39,09% e Reggio Calabria 105ª con il 35,45%. Per quest’ultima si conferma una lunga permanenza nelle ultime posizioni della graduatoria.
Rifiuti, acqua e mobilità tra le criticità
Secondo il rapporto, le principali difficoltà regionali riguardano la gestione dei rifiuti, la depurazione, le reti idriche, il trasporto pubblico e la carenza di verde urbano accessibile. In alcune realtà la dispersione dell’acqua raggiunge il 50%.
Legambiente: «Occorrono azioni concrete»
La presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta, considera i dati un quadro preoccupante, pur riconoscendo i risultati di Cosenza. L’appello è rivolto alla Regione e alle amministrazioni locali, affinché rafforzino gli interventi per migliorare i servizi, la vivibilità urbana e la capacità di affrontare gli effetti del cambiamento climatico.
La classifica nazionale e le richieste dell’associazione
A livello italiano, la media delle performance sostenibili sale al 55,72%. Mantova è prima con l’81,29%, seguita da Trento e Bolzano; Napoli chiude la graduatoria al 106° posto.
Legambiente chiede maggiori risorse per attuare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, una legge contro il consumo di suolo e interventi che valorizzino le soluzioni basate sulla natura, a partire dal verde urbano.




