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Cassano reagisce: "Giù le mani dalla città"

Assemblea pubblica dopo l'agguato mafioso costato la vita a Silvana Sibarelli

Cassano reagisce: "Giù le mani dalla città"

"In questo momento ogni atteggiamento neutrale dice complicità e dice contiguità". Così il vescovo di Cassano e vicepresidente della Cei, Francesco Savino, all'assemblea pubblica convocata assieme al sindaco Gianpaolo Iacobini in risposta all'agguato mafioso costato la vita a Silvana Sibarelli. La donna è rimasta uccisa nella sparatoria che aveva come bersaglio suo marito Damiano Pepe, esponente di spicco della 'ndrangheta cassanese.   

"La chiesa è popolo di Dio - ha chiarito Savino al numeroso pubblico presente in sala - e in quanto popolo non può non lasciarsi interrogare, non essere preoccupata, direi di più, amareggiata e triste per tutto quello che sta riprendendo nel nostro territorio della Sibaritide. Ieri, qualche settimana fa a Lauropoli, qualche giorno fa a Lattughelle. E speriamo che si fermi lì questa barbarie, questo ritorno alle barbarie degli anni 80-90 del nostro territorio".

L'ora della responsabilità

"Allora mi permetto di dire che questa è l'ora di reagire, questa è l'ora del coraggio. Oserei ancora di più dire che questa è l'ora della responsabilità e della corresponsabilità. Questa è l'ora in cui dobbiamo dire da che parte stiamo, perché in questo momento ogni atteggiamento neutrale dice complicità e dice contiguità a chi si serve di questo territorio, più che mettersi al servizio di questo territorio".

"C'è tanta gente perbene - ha concluso - c'è tanta gente onesta, c'è tanta gente che vive in maniera laboriosa la propria esistenza. Per cui dobbiamo metterci insieme: al bando ogni autoreferenzialità, al bando ogni neutralità e insieme possiamo farcela.

La risposta della città

"Siamo convinti che la città risponderà nel modo migliore - ha affermato il sindaco Iacobini - perché questo è solo il primo passo di una serie di iniziative che inevitabilmente devono scuotere le coscienze anche di chi magari oggi è un po' dubbioso, di chi ha paura, di chi si rifugia nella rassegnazione o nel silenzio. E siamo qui per dire che non è l'ora né della rassegnazione né del silenzio, abbiamo il dovere di testimoniarlo quali rappresentanti delle istituzioni e faremo un po' di rumore perché questo sia chiaro innanzitutto a noi stessi, ancor prima che a chi è più lontano rispetto a questi luoghi".

Giovedì incontro in Prefettura

"Il prefetto - ha preannunciato - proprio oggi ha comunicato che giovedì sarà convocato a Cosenza il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica che discuterà del caso Cassano. Una prima risposta per fare il punto della situazione, e per vedere in che modo si intenderà reagire nell'immediato".

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