«Giù le mani dalla città». È un appello alla comunità e alle istituzioni quello lanciato dal sindaco di Cassano all’Ionio, Gianpaolo Iacobini, dopo il grave agguato avvenuto nella notte in contrada Lattughelle, nel quale è stata uccisa Silvana Sibarelli, moglie di Damiano Pepe, rimasto ferito.
Il primo cittadino parla di un «grido di dolore e di libertà» e richiama la necessità di una risposta forte contro la criminalità organizzata, sottolineando l’urgenza di rafforzare i controlli sul territorio e rendere più incisiva l’azione delle istituzioni.
La richiesta al prefetto
Iacobini ha annunciato che nelle prossime ore chiederà formalmente al prefetto la convocazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, affinché vengano valutate tutte le misure utili ad affrontare la situazione.
Accanto alla prevenzione, alla formazione e allo sviluppo socio-economico, il sindaco ritiene indispensabili un controllo più intenso del territorio da parte delle forze dell’ordine, un’azione giudiziaria rapida ed efficace e un impegno civile più visibile.
Lunedì un’assemblea pubblica con il vescovo
Un altro appuntamento è già in programma per lunedì pomeriggio, quando Iacobini, insieme al vescovo monsignor Francesco Savino, promuoverà un’assemblea pubblica per discutere dell’agguato e, soprattutto, delle iniziative da mettere in campo.
L’obiettivo è coinvolgere la cittadinanza e costruire una risposta condivisa di fronte a un episodio che ha scosso profondamente il territorio.
«Insieme, tutti insieme», è il messaggio conclusivo del sindaco, che invita la comunità a fare fronte comune per riaffermare la propria libertà e respingere ogni tentativo di condizionamento criminale. Da qui l’appello che dà il titolo alla sua presa di posizione: «Giù le mani dalla città».
