Il Merano Wine Festival in Calabria, seconda edizione, chiude oggi i battenti nella quiete di Borgo Saverona col confronto tra produttori vitivinicoli e ristoratori, per il quale si è pensato di allungare da tre a quattro i giorni di durata della rassegna.
Un primo bilancio, tuttavia si può già tracciare: intanto, la nostra regione conferma di avere assunto una posizione di tutto rilievo nel quadro dei grandi eventi internazionali del settore vinicolo, ed anche quella di portare Cirò, Cirò Marina e Melissa al centro del palcoscenico internazionale si sta rivelando tutt’altro che una velleità.
La straordinaria crescita delle cantine e dei vini calabresi impressiona specie se si considera che la vitivinicoltura italiana sta un po’ segnando il passo e che nel 2025, per la prima volta dopo quasi vent’anni, ha fatto registrare il segno meno nella percentuale delle esportazioni.
La strategia del Dipartimento Agricoltura era stata delineata da tempo: per prima cosa si è badato alla comunicazione, alla valorizzazione del lavoro, ed ora che il racconto è adeguato alla qualità dei prodotti ed ai sacrifici di chi vinifica si punta sempre di più sulla presenza dei buyers internazionali, sull’intensificazione dei rapporti con la stampa specializzata, su un sempre maggiore coinvolgimento degli operatori più famosi ed apprezzati, direzione verso la quale si punterà decisamente anche in occasione della terza edizione di Vinitaly and the city al Parco archeologico di Sibari.
Decisissimo a tenere sempre alte tensione del lavoro e livello delle aspettative, Gianluca Gallo afferma reciso: i panni di Cenerentola non verranno più indossati.
Fra i principali sforzi compiuti, quelli di compattare un settore in cui le logiche divisive sembravano inestirpabili, e di invitare alla coesione i comuni del vino. Nel territorio del Cirò, magari, cioè è stato più facile. Per la neosindaca, Mariagrazia Panebianco, niente si può dare per scontato: ad uno dei primi cittadini più giovani della regione, prima donna a guidare un comune importante e complesso, il compito di completare un’altra parte del racconto della Calabria che finalmente nutre ambizioni all’altezza della sua storia.





