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Al Centro Presenza di Palmi una giornata di incontro fraterno

Al Centro Presenza di Palmi una giornata di incontro fraterno
Una giornata intensa di emozioni si è svolta lunedì scorso presso il Centro Presenza di Palmi (RC), realtà storica fondata e diretta da Don Silvio Mesiti, presbitero della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, con attuale incarico di Parroco Emerito presso la Concattedrale San Nicola di Palmi, già cappellano della Casa Circondariale di Palmi. In visita al centro sono giunti alcuni agenti della Polizia Penitenziaria in pensione, che hanno voluto trascorrere del tempo con i bambini e ragazzi con disabilità ospiti della struttura, portando con sé non solo sorrisi, ma anche doni pensati appositamente per loro. L’incontro è stato preceduto da un pranzo comunitario presso il Parco Presenza, a Sant’Elia, in un clima di gioiosa familiarità. Un’occasione speciale per rinsaldare legami di amicizia e per rafforzare una collaborazione di anni. A coordinare l’iniziativa è stato l’ispettore superiore della Polizia Penitenziaria in pensione Nicola Russo, con la partecipazione attiva di diversi colleghi e rappresentanti dell’area amministrativo-contabile, giuridico-pedagogica e sanitaria del carcere di Palmi. Don Silvio, in qualità di cappellano della struttura penitenziaria per lunghi anni, è stato un importante riferimento non solo per i detenuti, ma anche per il personale ivi operativo e, in primis, per il personale di Polizia Penitenziaria, con cui ha mantenuto un legame profondo e autentico. Da oltre trent’anni, con la sua visione tenace e profonda, ha saputo trasformare un sogno solidale in una realtà operativa, affrontando con coraggio e determinazione anche i momenti più difficili. Il Centro Presenza, che opera sul territorio per disabili, famiglie e volontariato, ha infatti rischiato più volte la chiusura per mancanza di fondi e sostegni istituzionali, ma Don Silvio non ha mai smesso di lottare per garantirne la sopravvivenza, facendosi carico anche personalmente di ogni necessità, con irriducibile determinazione e spirito evangelico. Nel corso della giornata, Don Silvio ha voluto ringraziare pubblicamente la Polizia Penitenziaria, tutti gli operatori che, anche da pensionati, non dimenticano i più fragili. Un pensiero particolarmente commosso è stato rivolto anche ai Carabinieri caduti tragicamente, anche in questi ultimi giorni, nell’adempimento del dovere: «Proteggere la società è una missione che spesso si paga con la vita. A nome di tutti i ragazzi del Centro, li ricordiamo con gratitudine e rispetto profondo», ha detto il sacerdote. L'iniziativa ha lasciato un segno importante, riaffermando la possibilità di unire legalità, compassione e umanità in un cammino comune e la giornata trascorsa al Centro Presenza è stata molto più di una semplice visita: è stata la testimonianza viva che, quando istituzioni, comunità e volontariato si incontrano in uno spirito di reciproco rispetto, è possibile costruire percorsi concreti di umanità e riscatto. In un’epoca in cui il rischio è quello di dimenticare chi vive ai margini, che siano persone anziane o con disabilità, minori in difficoltà o detenuti in cerca di una seconda possibilità, il Centro Presenza rappresenta un faro di resistenza civile e cristiana. Un luogo in cui la “giustizia” non si ferma alla pena, ma si apre alla cura della persona, al recupero del valore umano, alla possibilità di rinascere. Custodire l’umanità, oggi, significa non arrendersi all’indifferenza e continuare a credere che la dignità di ogni persona è inviolabile, indipendentemente dalla sua storia, dai suoi limiti, dalle sue ferite o dai suoi errori. Significa camminare insieme, come ha dimostrato l’incontro tra la Polizia Penitenziaria, i ragazzi e gli operatori del Centro, uniti da un sentimento profondo di responsabilità e solidarietà. In questo senso, il lavoro instancabile di Don Silvio Mesiti e di chi ogni giorno anima il Centro Presenza non è solo un gesto di carità, ma un atto di giustizia vera, radicata nel Vangelo e nella Costituzione. Perché solo insieme si può davvero custodire l’umanità e solo attraverso relazioni autentiche si può garantire la dignità di tutti.