Terme di Caronte: tre secoli di cure in un museo

Trecentonove anni di storia valgon bene un museo. Le Terme di Caronte, gestite dal 1716 dalla famiglia Cataldi, sono tra le imprese calabresi che hanno fondato SudHeritage, la rete di musei aziendali che sta rapidamente crescendo. Note sin dal secondo secolo dopo Cristo (gli archeologi hanno stabilito che ne beneficiassero i romani, anche se è assai probabile che gli effetti salutari di acque e fanghi fossero note anche ai greci), si trovano nella frazione Caronte del quartiere Sambiase di Lamezia Terme.
Al terzo secolo dopo Cristo risale il conio delle monete ritrovate nel sito archeologico di Terina, una delle quali fa parte proprio della collezione. Che comprende documenti antichissimi, risalenti al Regno delle due Siciile, vecchi strumenti di diagnosi, per la ventilazione polmonare, gli aerosol e le irrigazioni, oggetti che incutono rispetto, perfino una copia della Madama Butterfly di Giacomo Puccini. Lo stabilimento è fra quelli che il Ministero della Sanità classifica di primo livello: le acque, sgorganti alla temperatura di 38 gradi, principalmente sulfuree e ricche anche di calcio, potassio e iodio, sono usate per bagni e fanghi, ma fra gli scopi terapeutici vi sono anche cure inalatorie e ginecologiche, per la sordità di origine rinogena, anche se è la ventilazione polmonare la specialità indiscussa.
Terme di Caronte è il primo stabilimento termale del nostro Paese ad aver inaugurato un museo in coincidenza col centocinquantenario dall’Unità d’Italia come sottolinea con orgoglio il presidente, Emilio Cataldi.
Tra i trattamenti tipici delle terme lametine le inalazioni a getto diretto, l’humage e le nebulizzazioni. Ma il direttore sanitario, Giancarlo Gaetano, rivela che grazie alle acque termominerali di Caronte ha notato regressioni e guarigioni di persone con ustioni di non grave entità.
A Lamezia Terme, è anche stata allestita una sessione riservata a strumenti, oggetti e documenti della società Callipo 1913, facenti parte del museo della celebre azienda per la produzione di tonno e conserve ittiche di Pizzo. Per Giacinto Callipo, SudHeritage propone al mondo produttivo calabrese un modello virtuoso.