"Io non ci sto": partita l'iniziativa contro il pizzo della questura di Crotone

“Io non ci sto. No al pizzo, no alla mafia”. Da oggi l'adesivo con questo slogan campeggerà su tutte le attività commerciali aderenti a Confartigianato. E' l'iniziativa lanciata dalla questura di Crotone – guidata dal questore Renato Panvino – insieme all'associazione degli artigiani, alla Procura della Repubblica, alla Uil Calabria e all'Ancos.
Le linee guida
Questa mattina sono state illustrate le linee guida della campagna per la legalità e la denuncia del malaffare che – purtroppo – persiste come una cappa sopra la città. Presenti il questore Panvino, la prefetta Franca Ferraro, il procuratore Domenico Guarascio, la segretaria regionale della Uil Maria Elena Senese, il presidente di Confartigianato Francesco Pellegrini, ed il presidente regionale Ancora Calabria Francesco Filice. Presenti, tra i vari accorsi all'iniziativa, anche l'arcivescovo di Crotone-Santa Severina – mons. Alberto Torriani, oltre ad esponenti istituzionali e del mondo associazionistico.
Fare rete: la parola d'ordine
Fare rete contro il pizzo, contro l'omertà, l'usura e le estorsioni – in favore della denuncia. Le autorità offriranno supporto, assistenza e protezione alle vittime. «Abbiamo voluto accanto più attori perché l'unione fa la forza – ha dichiarato a margine ai giornalisti il questore - e la rete significa proprio questo, la rete di un'organizzazione. Dobbiamo muoverci tutti insieme uniti, con forza, con decisione, senza tentennare, e dare sicurezza ai cittadini. Questo il messaggio: non ci sono altre soluzioni. I cittadini hanno bisogno di risposte concrete e hanno bisogno di avere una risposta alle loro domande. Le loro domande sono di sicurezza, sono di voler poter fare impresa liberamente, senza che nessuno - questi “sgherri” come li ho appena definiti - si presenti alla loro porta per pretendere una somma di denaro, e che nessuno possa strozzare le imprese con l'usura che è un altro fenomeno velenoso che avvelena le aziende».
«Noi siamo presenti – ha concluso Renato Panvino - vigiliamo H24, siamo un punto di riferimento. Permettetemi di dirvelo: siamo il porto sicuro dove tutti devono approdare».