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Piano olivicolo calabrese in dirittura d'arrivo

Piano olivicolo calabrese in dirittura d'arrivo
Atteso da troppi anni, il piano olivicolo è ora davvero in dirittura d’arrivo. La filiera più importante della nostra agricoltura, giacchè riguarda il 29% della superficie agricola utilizzabile ed addirittura l’84% delle aziende (in sostanza: quasi tutti gli agricoltori calabresi fanno olio) attende le linee guida che dovrebbero consentire al comparto di migliorare la redditività ed accrescere la propensione agli investimenti, facendo sì che il reddito derivi in massima parte dal mercato ed alleviando la dipendenza dai fondi europei, peraltro in costante diminuzione. A Verzino, su impulso della cooperativa Aoc e della Cia, si è svolto un incontro al quale ha partecipato, fra gli altri, l’assessore regionale all’agricoltura, Gianluca Gallo, che ha illustrato alcuni dei capisaldi del documento che il consiglio regionale si appresta a discutere, dalla necessità di recuperare gli uliveti storici, ad innovazione e formazione. Per quel che riguarda i tempi, si punta all’approvazione entro la fine di luglio. Gallo ha esortato i produttori a rifuggire la tentazione di rinchiudersi nel proprio guscio ed a ricercare, piuttosto, l’unità anche per far sì che le risorse producano i risultati attesi in termini di competitività. L’esempio dell’Aoc, che in pochi anni è riuscita a commercializzare quasi 5 milioni di euro dimostra che una delle chiavi di volta può essere questa. Produrre a reddito, partendo dalla qualità. Potrebbe sembrare scontato, ma lo è affatto. L’olivicoltura calabrese ha numeri molto più bassi di quella pugliese, ma produce olii eccellenti e desidera rilanciarsi, come dimostrano il fervore sulle certificazioni di qualità, ed il lavoro di tecnici ed enti di ricerca. Per Ignazio Mauro Spadafora, consigliere dell’Aoc, che le intenzioni siano di ottenere la legge entro quest’estate è la migliore delle notizie possibili.