"Cirò Wine Festival" 2025: orgoglio per la Docg

Forse non è un caso che nell’anno in cui fa cifra doppia e tonda per la decima edizione, il Cirò Wine Festival celebri il recentissimo traguardo della Docg per il Cirò classico, primo vino calabrese ad ottenere la più alta certificazione di qualità. Ed al di là del risultato storico, si tratta della migliore attestazione per il lavoro svolto dal Consorzio di tutela, della conferma della crescita qualitativa delle uve, delle cantine, di un vino che è tra i più antichi nella storia dell’Umanità, giacchè il principio della sua produzione viene fatto risalire all’ottavo secolo avanti Cristo, dopo la fondazione di Krimisa da parte di un gruppo di coloni greci. Enotria, il nome affibbiato alla regione, e da allora il vino è sempre stato un tratto distintivo della costa jonica della fascia media della Calabria.
L'inizio di una nuova era
Per la festa conclusiva, dopo tre giorni di iniziative svoltesi nelle singole cantine, la scorsa notte ai Mercati Saraceni, a nord di Cirò Marina, c’erano almeno 2.500 persone: per divertirsi e per degustare, certo, ma anche per celebrare l’inizio di una nuova era per il vino calabrese e per il Cirò classico in particolare.
Non solo onori, tuttavia. Le regole per le Docg sono rigorose: le uve della varietà Gaglioppo devono raggiungere almeno il 90%, e possono essere integrate solo da Magliocco e Greco Nero, niente varietà internazionali, zona di produzione limitata ai territori storici di Cirò e Cirò Marina, resa non superiore agli 80 quintali per ettaro, invecchiamento minimo di tre anni, con almeno 6 mesi in legno, il che vuol dire che la prima bottiglia con la Docg non vedrà la luce prima del 2028. Ma il tempo, si sa, corre veloce, e Carlo Siciliani, da poco neo presidente del Consorzio di tutela, sa che andrà sfruttato al massimo.
Alla festa di ieri sera non poteva mancare l’assessore regionale all’agricoltura, Gianluca Gallo, il quale d’ora in poi dovrà dividersi tra attività amministrativa e campagna elettorale. Ma la macchina del dipartimento è sufficientemente collaudata per proseguire nella sua attività di supporto e promozione della vitivinicoltura.