Capoano: Docg, sfida e punto di partenza

Cinque appuntamenti in un mese per vivere la cantina d’estate e per celebrare degnamente l’ingresso del Cirò classico nella ristretta élite delle Docg italiane. Dalla collinetta di contrada Ceramidio, dalla quale si domina il plateau di Cirò Marina e si vede la distesa di filari che declina verso il mare, la Tenuta Baroni Capoano ha organizzato una serie di incontri denominata Calici al tramonto, e non c’è bisogno di spiegarne il motivo, per esaltare le qualità di un territorio, del suo celebre vino ed anche della sua gente.
Massimiliano Capoano, erede di un’antica famiglia originaria di Amalfi che vanta illustri personalità nei mondi scientifico, artistico, giuridico ed ecclesiastico, ha iniziato a produrre poco più di trent’anni fa. Oggi non riuscirebbe ad immaginare una vita senza vite, uva, vino. E nella Docg, egli individua l’ennesimo punto di partenza per restituire al Cirò lo splendore per troppo tempo sottaciuto o dimenticato.
Tra gli ospiti, il presidente della sezione regionale dell’Associazione Italiana Sommelier, Antonio Fusco: non in termini pratici, ma anche per i sommelier calabresi la Docg diventa ora punto di riferimento e motivo d’orgoglio nel confronto coi colleghi delle regioni più ricche di certificazioni di alta qualità.
Serena Specchi ha iniziato a fare la giornalista occupandosi di sport. Per lungo tempo è stata notista politica, ma la sua dimensione più autentica l’ha trovata scrivendo di vino, cantine e vigneti. E della passione per il buon bere ha fatto la sua principale missione, diventando sommelier e fondando Decanter Wine Academy, che si occupa di divulgazione ed organizzazione di eventi. Di Cirò Marina, racconta di essere rimasta sorpresa da come il vino domini, culturalmente e visivamente, ogni relazione, scorcio, discorso.