Diario di un giorno vissuto nel nome di Rino Gaetano

Il 2 giugno 2025, alle 7.15 sono fuori dal cimitero monumentale del Verano, a Roma.
Apre alle 7.30 e dentro, poco distante, nel riquadro 119, c’è lui, Rino Gaetano.
È qui che i fan di Rino, ed io sono tra essi, si incontrano ogni 2 giugno, anniversario della sua scomparsa terrena, ed ogni 29 ottobre, giorno del compleanno del menestrello crotonese-romano.
Quest’anno sono 44 anni che Rino non c’è più.
Dopo un’ora arriva Anna Gaetano, la sorella di Rino, che ne mantiene vivo il ricordo con varie iniziative e con i concerti della Rino Gaetano Band, nella quale canta il figlio Alessandro. Pulisce un po’, cambia il quadernino che si trova su un piccolo altare di fronte la tomba di Rino. Intanto cominciano ad arrivare alcuni fan.
Sor Dario Mastromatteo, fan di vecchia data, al Verano porta la chitarra e fa cantare tutti: si comincia con “Anche questo è Sud”, primo di un crescendo di tanti brani.
Sulla tomba di Rino, che osserva sornione, nascono nuove amicizie, si scambiano contatti, si fanno selfie. E con “Ma il cielo è sempre più blu” l’apoteosi.
Conto un via vai di almeno 60 fan che riempiono tutta la cappella 5. Anche a pranzo si si canta, si raccontano aneddoti, si parla di Rino. C’è Maria Cristina Ciapanna che arriva da San Benedetto del Tronto, una donna forte, con Rino tatuato sul braccio, che riesce ad inserire una frase delle canzoni praticamente in ogni discussione. Elio Scarola arriva da Tarsia, in provincia di Cosenza, e non manca mai ai raduni del suo idolo; con lui altri due fan dalla Calabria. Miriana arriva da Terni, ha il nome di Rino tatuato addosso: canta, balla, non si ferma mai. Darietto, che al Verano con la sua chitarra è stato fenomenale, festeggia 7 anni assieme alla compagna.
Storie di vita che s'intrecciano nel segno di Rino.
Le strade poi si dividono.
Io, Cristina e Andrea andiamo a trovare, nel suo orto sul fiume Aniene, Danilo Scortichini, l'altro nipote di Rino, il più bravo a cantarlo, il più simile anche come persona. Danilo ci accoglie con zucchine prodotte da lui, nespole e altre prelibatezze. Ci sediamo e via con gli aneddoti sulla vita dello zio, con il quale cantava quando era piccolo. Poi tutti e quattro, con Danilo che suona l’ukulele, cantiamo “Ma il cielo è sempre più blu”.
La serata decidiamo di passarla a Piazza del Pigneto, dove c’è una serata alternativa con Daniele Savelli, del tributo a Rino “Daniele Acustico Rino” con Paolo Persico (percussioni) e Umberto De Santis (basso).
Bellissime interpretazioni e tanta gente che si ferma per chiedere di Rino. Anche una ragazza francese, dopo aver ascoltato Gianna, chiede quale sia il titolo del brano.
Quando il concerto finisce non è ancora tardi, e allora con mia sorella (che ci ha raggiunti) decidiamo tutti di andare al concertone della Rino Gaetano Band, in un parco, zona Montesacro, intitolato al menestrello. Qui troviamo centinai, forse migliaia di persone, nel parco, di fronte al palco, ad ascoltare la musica di Rino Gaetano, morto 44 anni fa.
Alessandro Gaetano e la band cantano gli ultimi pezzi del loro concerto. Noi ascoltiamo a distanza.
Il 2 giugno 2025 sta per finire, la gente comincia a defluire. Qualcuno continua a canticchiare “Ma il cielo è sempre più blu”. Guardo in alto e mi sembra di veder brillare una stella, non ho bisogno di conferme: so che Rino è con me, così come è con Cristina, con Danilo, con Andrea.
Qualcuno, ma non ditelo in giro, al Verano parlava di piccoli miracoli, di segni legati alla presenza del cantautore crotonese.
Io di Rino Gaetano “Santo e Profeta” ne avevo scritto parecchi lustri fa per il sito Internet della Khatmandu Band, la cover band ufficiale di Rino, di Crotone, capitanata da Giovanni Olivadese e che ha in Luigi Caterisano la voce solista. E più si va avanti, più si ci rende conto di quanto Rino avesse ragione!
Rosario Rizzuto