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Rino Gaetano entra nell'Enciclopedia della musica Treccani

Rino Gaetano entra nell'Enciclopedia della musica Treccani
L’Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani celebra Rino Gaetano, inserendolo nell’Enciclopedia della Musica Contemporanea in uscita a settembre. Il progetto proposto a Treccani e curato dal compianto Ernesto Assante e da Sandro Cappelletto, contiene, infatti, una voce dedicata al cantautore crotonese, che definisce capace di mescolare con ironia e acume attività teatrale e sperimentazione musicale fino a diventare «un’autentica star della musica leggera italiana».

1975: "Ma il cielo è sempre più blù"

Erede di Fred Buscaglione, primo «cantautore proletario nel senso in cui lo intendeva Pier Paolo Pasolini», Rino Gaetano si impose nel 1975 con il 45 giri 'Ma il cielo è sempre più blù'. Spesso incompreso per il suo gusto per il paradosso, da molti ritenuto fuori luogo e troppo “leggero” e macchiettistico rispetto al tipo di cantautorato italiano che stava esplodendo in quegli anni, a prenderlo sul serio e valorizzarlo furono invece il critico letterario e futuro presidente della Rai Enzo Siciliano; Gino Paoli, per il quale era «l'erede di un certo tipo di nonsense, di marinetterie, del surrealismo più antico»; Antonello Venditti, a lui molto legato.

QConcert e "A mano a mano"

Celebre la tourneè del QConcert con Riccardo Cocciante e i New Perigeo, che diede vita ad un live nel quale Rino Gaetano incise “A mano a mano” in una versione straordinaria e struggente diventata poi, nel 2016, il mantra cantato da tifosi e squadra del Crotone calcio nella splendida cavalcata verso la prima volta in Serie A.

Lo stile

C'è, poi, lo stile musicale e di scrittura di Rino Gaetano: sarcastico, ironico, irriverente quando racconta le vicende italiane; malinconico, quasi commosso e struggente quando parla di Sud, di Calabria, di mare, tramonti e paesaggi che ha sempre portato nel cuore.

La riscoperta ed il presente

Dopo un lungo periodo di offuscamento, la riscoperta di Rino è partita proprio dalla sua città, che gli ha dedicato una rassegna musicale poi svanita nel nulla, ma anche una piazza ed una statua di fronte al luogo in cui è nato, due murales (uno dei quali realizzato dal famoso street artist Jorit), e le luminarie con le frasi delle sue canzoni ad incorniciare due strade del centro storico diventate meta per le foto dei suoi ammiratori.