Lo Moro: «Non è sconfitta personale, ma un'occasione mancata per la città»

Esce sconfitta, ma a testa alta, Doris Lo Moro - candidata sindaco a Lamezia Terme per il centrosinistra - che ha ottenuto 12.097 voti ed il 45,27% di preferenze. Una sfida, quella dello spoglio al ballottaggio, partita con un iniziale testa a testa con il competitor Mario Murone - sindaco eletto lametino - ma che poi ha visto la forbice tra i due allargarsi a poco a poco nel momento in cui lo scrutinio ha toccato i seggi più corposi. 2500 circa i voti in meno ottenuti dalla Lo Moro al secondo turno.
Il commento a caldo
L'analisi del voto sarà fatta in questi giorni a mente fredda, analizzando il risultato seggio per seggio. Doris Lo Moro, ai microfoni di Video Calabria, ha commentato l'esito che si stava delineando durante lo spoglio delle schede, facendo anche un passaggio su quanto impegno è stato profuso soprattutto in queste ultime due settimane tra primo e secondo turno. E si è tolta, anche, qualche sassolino dalla scarpa. Sempre con la solita eleganza e raffinatezza che la contraddistinguono.
«Ce l'ho messa tutta - ha dichiarato la Lo Moro - ho portato avanti il mio impegno, di questo sono soddisfatta. Abbiamo realizzato insieme alla coalizione un bel progetto di campagna elettorale che volevamo farlo diventare programma di governo. Sarebbe stato bellissimo soprattutto perchè erano coinvolte delle bellissime persone».
«Non la vivo come una sconfitta personale - ha affermato la candidata del centrosinistra - ma come un'occasione mancata per la città perchè dall'altra parte - fermo restando che tutti noi rispettiamo i risultati elettorali - non ho visto la stessa passione, la stessa coesione. Ho visto una campagna elettorale anche non limpida, non tranquilla, una di quelle che uno alla fine dice al vincitore "bene, vai avanti". Questo spirito è un po' difficile recuperarlo perché ci sono state troppe disarmonie. Però, quello che merita rispetto è il voto dei cittadini».
Dove sono i big del centrosinistra?
Una nota a margine è dovuta: al comitato elettorale di Doris Lo Moro non si è visto alcun "big" del centrosinistra calabrese - tranne che la consigliera regionale del PD Amalia Bruni. Un segno che fa riflettere su quanto "sia stata lasciata sola" nel momento della sconfitta. Non è mancato l'affetto dei suoi sostenitori dal basso.
La nota del PD Calabria
All'esito della consultazione, è giunta alle redazioni una nota ufficiale del Partito Democratico che ha commentato il ballottaggio. «All’indomani dell’esito del ballottaggio a Lamezia Terme, il Partito Democratico della Calabria esprime un sincero ringraziamento a Doris Lo Moro per la generosa battaglia condotta in questi mesi. Lo Moro ha messo in campo tutta la sua forza, la sua passione e le sue capacità, nel tentativo di offrire alla città un’alternativa credibile, seria e progressista rispetto agli anni di governo del centrodestra».
Primo partito
«Il Partito Democratico - è scritto ancora nella nota - emerge da questa tornata elettorale come primo partito, tra tutte le liste e forze politiche che si sono confrontate con gli elettori. Un risultato che ci restituisce orgoglio per il lavoro fatto, per la credibilità costruita, per la fiducia che tante cittadine e cittadini ci hanno accordato. Un sentito ringraziamento va anche a tutte le candidate e a tutti i candidati del Partito Democratico che, con impegno, competenza e dedizione hanno contribuito alla costruzione di un progetto politico inclusivo e partecipato. È grazie al loro lavoro e alla loro passione se siamo riusciti a raggiungere un risultato così significativo».
«Resta l'amarezza»
«Tuttavia, accanto alla soddisfazione per il risultato politico raggiunto, resta l’amarezza per non essere riusciti a tradurre questa forza in un governo della città. Lamezia Terme avrebbe meritato un’amministrazione progressista, capace di voltare pagina e aprire una fase nuova, distante dalle logiche e dalle pratiche che il centrodestra ha incarnato e che, temiamo, continuerà a portare avanti. Il nostro impegno non si ferma qui. Saremo presenza attenta e costruttiva, vigile e determinata, dentro e fuori il Consiglio comunale, per difendere i diritti, l’equità e il futuro della nostra comunità».