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Inaugurata a Limbadi la stazione dei Carabinieri in un bene confiscato

Inaugurata a Limbadi la stazione dei Carabinieri in un bene confiscato
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha partecipato oggi, a Limbadi, in provincia di Vibo Valentia, alla presenza delle massime autorità locali, alla cerimonia per l’inaugurazione della nuova caserma dei Carabinieri, realizzata in un immobile confiscato alla criminalità organizzata. Presenti il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il comandante generale dell'Arma Salvatore Luongo, la sottosegretaria all'Interno Wanda Ferro, la presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo ed il sindaco Pantaleone Mercuri - nonchè parlamentari calabresi.

«Opportunità di rinascita per territorio»

«Ogni bene confiscato che torna a vivere - ha dichiarato il titolare del Viminale - è un simbolo di riscatto, un esempio concreto di come la legalità abbia avuto l'ultima parola sul crimine organizzato. Riappropriarsi di ciò che le consorterie hanno sottratto con la violenza e l'intimidazione, anche ambigua e silenziosa - ha aggiunto il ministro - rappresenta una straordinaria opportunità per la rinascita dei territori e delle comunità dove sono collocati».

«Lotta a criminalità assoluta priorità»

«Oggi lo Stato, con questa cerimonia - ha dichiarato Piantedosi - festeggia il risultato in un'importante battaglia dimostrando ancora una volta che la lotta alla criminalità organizzata rappresenta un'assoluta priorità per tutti noi, e ciò anche con una strategia che intende valorizzare proprio i beni confiscati, impiegandoli in nuovi progetti a favore dei beni comuni. La nuova sede della stazione dei Carabinieri attesta e conferma l'attenzione di tutte le istituzioni coinvolte in un progetto comune nei confronti delle politiche di sicurezza che sicuramente passano anche attraverso strutture idonee e risorse a disposizione degli stessi operatori».

Il ricordo di Maria Chindamo

«Ho deposto un mazzo di fiori di fronte al cancello della tenuta dove Maria Chindamo, imprenditrice agricola, il 6 maggio del 2016 è stata rapita e in seguito uccisa per mano della ‘ndrangheta. Maria ha pagato con la vita la sua scelta di ribellarsi alla prevaricazione e alla violenza della criminalità organizzata. Lo Stato è vicino ai familiari di Maria e a tutte le persone che come lei hanno scelto di stare dalla parte giusta». Lo ha scritto su X il ministro Piantedosi, postando una foto.

Occhiuto: «La Calabria non è 'ndrangheta»

«La 'ndrangheta - ha dichiarato il presidente della Regione - ha fatto un danno straordinario a questa regione. Ora investe soprattutto fuori dalla Calabria, in Lombardia, in Veneto, in Germania. Però a noi poi resta lo stigma della regione dove la 'ndrangheta ha le proprie radici. La Calabria non è solo questo». «La Calabria - ha aggiunto Occhiuto - è fatta di imprenditori come Callipo, come quelli che producono l'Amaro del Capo (Caffo n.d.r.), è fatta di eccellenze come le università che si segnalano come le prime in Italia. Però, purtroppo, è fatta anche di una 'ndrangheta ancora molto pervasiva. Ha creato un danno culturale perché ha abituato a pensare che la 'ndrangheta fosse più forte dello Stato. Oggi lo Stato qui dimostra di essere più presente e più forte della 'ndrangheta».

Luongo: «Nuova caserma rinnova rapporto fiducia con cittadini»

«L'inaugurazione di una nuova caserma - ha dichiarato il comandante generale dell'Arma Salvatore Luongo - costituisce un evento di alto valore etico, perché rinnova il rapporto di vicinanza e di fiducia che lega i carabinieri alle sue genti. Un rapporto che è fatto di tante cose, ma principalmente di quella attitudine ad essere vicini, a sentirsi parte di una comunità. Comunità che oggi è emblematicamente rappresentate da tantissimi cittadini ma ancor di più da questi ragazzi che rappresentano il futuro, ciò che l'Italia dovrà essere. Grazie oggi per essere qui. Noi impegneremo a fare di tutto perché avrete sempre un'opportunità di crescita nella vostra comunità».