Bandire il «mo' vidimu»: gli auguri di Gratteri a Guarascio

Si è insediato questa mattina a Crotone il neo procuratore della Repubblica Domenico Guarascio. La cerimonia d'insediamento è stata diretta dal presidente del Tribunale, Massimo Forciniti insieme all'ufficio di Procura. Presenti tra i vari i procuratori di Napoli, Nicola Gratteri – Vibo Valentia, Camillo Falvo – Lamezia Terme, Salvatore Curcio – il procuratore generale di Catanzaro, Giuseppe Lucantonio – la presidente della Corte d'Appello Concettina Epifanio, nonché autorità, rappresentati delle forze dell'ordine e dell'avvocatura pitagorica.
Il “mo' vidimu”
Nel suo discorso d'insediamento, Guarascio – nel ringraziare tutti i presenti – ha sottolineato quello a Nicola Gratteri. «Non è mai scontato, mai banale – ha detto il procuratore di Crotone riferendosi al collega di Napoli – dice sempre cose importanti, e quando le dice sa perchè le dice. Nella sua timidezza è una persona buona, mi vuole bene, gli voglio bene, e sa benissimo che il “mo' vidimu” è un qualcosa che d'istinto c'è nel calabrese, perchè si vorrebbe accontentare tutti, ma in realtà non è possibile soprattutto quando ci si pone alla guida di un ufficio direttivo di questa importanza come è la procura di Crotone.
«Prestare attenzione a maggiordomi e lacchè»
La genesi del “mo' vidimu” è nata dagli auguri fatti da Gratteri a Guarascio, al quale ha consigliato di prestare «attenzione» a «maggiordomi e lacchè», di rimanere con «i piedi per terra, essere sempre leale, dritto» e di non pensare al «mo' vidimu: o è sì, o è no». Sull'incarico che Guarascio ha assunto, Gratteri ha dichiarato nel suo discorso d'auguri che «è un'alta responsabilità», di prestare «attenzione ai collaboratori», di andare «alla questua a Roma per chiedere» al Ministero, ma prima bisogna essere «credibili». «Bisogna essere portare i risultati – ha concluso Gratteri – fatto questo si acquisisce credibilità e le porte si spalancano».
L'Italia non è un Paese per giovani
«E' un'assunzione di serietà la mia quella di oggi, d'impegno – ha proseguito il procuratore Guarascio – so benissimo tutta una serie di cose. Oggi è stata ripetuta più volta una parola – giovinezza: purtroppo questo è un Paese in cui la gioventù è in vista in un modo un po' particolare; non si è mai troppo vecchi, o forse si è troppo giovani per qualcosa. Io posso dire che nei miei dieci anni, che hanno caratterizzato la mia attività giurisdizionale, non mi sono mai risparmiato, ho sempre dato il massimo nel rispetto delle regole. Ho approntato un unico momento: il lavoro ed il suo sacrificio, che non significa pesantezza; significa conoscenza di ciò che si può fare, serietà, impegno, rigore e trasparenza».
I problemi del circondario
«All'avvocatura dico – ha proseguito il procuratore di Crotone – che sarò un punto di riferimento leale. Lealtà significa chiarezza d'intenti. So benissimo dei problemi che ha questo circondario: purtroppo derivano dalla penuria di risorse, che è endemica. Spesso c'è un grandissimo turn-over nella gestione dei magistrati: questi sono tribunali e procure di frontiera, per cui i colleghi che vengono spesso da lontano, restano in periodi di permanenza minima e poi vanno via».
Il messaggio ai crotonesi
«Una cosa chiedo alla cittadinanza – ha concluso Guarascio – la magistratura non è un corpo a sé stante: la magistratura e la procura interpretano la domanda di giustizia. Ma se la cittadinanza non denuncia, non fa quell'atto civico di ribellione che è il presentarsi alle forze dell'ordine, poco ha significato per noi. So benissimo che affinchè ciò accada bisogna essere credibili: lavoreremo anche per convincerli a starci vicino».