CALCIO | Due vittorie ed un pareggio: il weekend delle calabresi tra B e C

Due vittorie ed un pareggio in tre gare condite da ben 14 gol: è stato un fine settimana eccellente per Cosenza, Catanzaro e Crotone tra serie B e C.
Brescia-Cosenza 2-3
Tutti i tifosi hanno nel cuore una classifica delle vittorie più belle. Di solito, ai primi posti ci sono quelle che coincidono col raggiungimento di un risultato importante, ma subito dopo arrivano quelle più sofferte, in rimonta, in inferiorità numerica, o dopo essere stati ripresi. E quando tutto succede nei minuti conclusivi, il ricordo resta più impresso, il piacere aumenta.
A Brescia per il Cosenza non sarà mai una partita banale: il peccato è che non ci fossero i tifosi rossoblu sugli spalti del ‘Rigamonti’, ma i tre punti conquistati sabato scorso sono una delle imprese più memorabili degli ultimi anni per la squadra di Massimiliano Alvini, che senza i quattro punti di penalizzazione ora sarebbe addirittura al quinto posto in classifica, alla pari con la Cremonese, nel secondo troncone di un campionato spezzato in tre parti.
Dall’inferno al paradiso in sei minuti: perché un conto sarebbe stato riuscire a gestire fino alla fine il doppio vantaggio maturato nel primo tempo grazie alla girata di Zilli, primo gol stagionale per lui, ed al rigore trasformato da Mazzocchi, altro attaccante che si è finalmente sbloccato, per fallo commesso su Ricciardi. Il Cosenza è anche andato subito vicino alla terza rete in apertura di ripresa: insomma, sembrava una vittoria prestigiosa e pure non particolarmente faticosa.
Ma l’ingresso di Bjarnasson ha cambiato la partita: l’islandese è stato l’autore del gol che ha riaperto la sfida ad un quarto d’ora dalla fine con un capolavoro di abilità tecnica, tocco in corsa ad anticipare Venturi e scavetto sull’uscita di Micai, e poi ha servito a Bianchi l’assist per il colpo di testa d’incontro per il 2-2 al 90’. A quel punto, c’era perfino da temere che sull’abbrivio il Brescia riuscisse nell’impresa di vincerla ma il Cosenza non solo non ha tremato: nell’azione che porta al gol del definitivo 3-2 di Charlys sono ben cinque i giocatori rossoblu che riempiono l’area sul cross di Cimino dalla destra.
Diceva bene Alvini alla vigilia: loro sono forti, ma noi ce la giochiamo con tutti, e se si fa accezione per la gara casalinga persa col Sudtirol finora il Cosenza non è stato messo sotto da alcuno. E questo è perfino più importante di una riduzione dei punti di penalità.
Reggiana-Catanzaro 2-2
Un punto solo, ma non solo un punto. Sotto di due reti, il Catanzaro trova a Reggio Emilia il terzo pareggio consecutivo, però alla luce della dinamica della gara non si può certo fare gli schizzinosi. E la prestazione, bisogna aggiungere, è stata autorevole, tanto che alla fine a recriminare è proprio la squadra di Caserta, la cui crescita nell’ultimo mese, è evidente.
Parte decisamente meglio la Reggiana che crea la prima occasione dopo soli 3’: sulla conclusione nel cuore dell’area di Vergara la difesa giallorossa chiude in extremis, poi Sersanti non è abbastanza lesto per approfittarne. Il tempo di annotare un destraccio fuori bersaglio di Gondo e poi emerge, concentrata in appena cinque minuti, dal gol annullato a Pontisso a quello del vantaggio emiliano, realizzato da Portanova, tutta la bizzarria del calcio.
È il 20’ quando sulla scodellata di sinistro di Pompetti in area Reinhart è in ritardo, Biasci dà le spalle alla porta ma sente l’arrivo di Pontisso che in scivolata giunge prima di Meroni e Lucchesi e supera Bardi. Esplodono i 1.600 tifosi giallorossi al Mapei ma la posizione del centrocampista giallorosso è impercettibilmente irregolare: la sala Var lo segnala e Prontera annulla. E subito dopo arriva la rete dei padroni di casa.
Angolo di Sersanti, parabola altissima, Brighenti allontana di testa ma la respinta è invitantissima per Portanova che da poco più di 20 metri calcia di destro al volo con perfetta coordinazione e millimetrica precisione. Pigliacelli non ci arriva ma non ha colpe, per Portanova, che già ne aveva realizzate cinque nella scorsa stagione, è la terza rete in campionato, tantissime per un difensore che è ormai più prolifico degli attaccanti.
Il pareggio sembra cosa fatta poco dopo ma sull’assist di Iemmello che lo mette di fronte alla porta praticamente spalancata Pontisso commette un errore incredibile, alzando sopra la traversa dall’altezza del disco del rigore. Grazie al vantaggio, la squadra di Viali può agire come più ama fare, ovvero di rimessa, ed al 31’ Gondo avvia e conclude il contropiede del raddoppio.
L’italo-ivoriano scarica su Vergara e poi ne riceve l’assist basso: Bonini rischia tirandolo giù per la spalla ma cadendo l’ex attaccante della Cremonese tira fuori un numero straordinario, rovesciata no look di destro per il suo primo gol stagionale. Il doppio svantaggio all’intervallo sarebbe una specie di Himalaya, ma i giallorossi cambiano l’inerzia della gara prima che il tempo si chiuda. Vergara in uscita tocca corto e finisce per accomodare palla sul sinistro di Pompetti che arriva di gran carriera e dal limite dell’area spara un gran sinistro che supera Bardi e s’infila in rete dopo aver sbattuto sulla parte inferiore della traversa.
Nel recupero giallorossi vicinissimi al pareggio con una magnifica girata volante di Biasci che colpisce la traversa. Nella ripresa Catanzaro determinatissimo e ancora vicino al pareggio già al 9’: Bonini scende, prova la conclusione, respinta, poi precede Rozzio e mette in mezzo dove Koutsoupias arriva puntuale alla deviazione, ma la girata colpisce la parte esterna del palo.
Inevitabile e strameritato, il pareggio arriva alla mezzora: Bonini vede Iemmello nel cuore dell’area, la difesa granata concede al capitano giallorosso uno spazio che egli sfrutta spietatamente, controllo, giravolta e destro a giro d’interno verso l’angolo più lontano. Facile immaginare la reazione di Viali nei confronti dei suoi difensori. Iemmello sale a quota 5 nella classifica dei marcatori.
È la squadra di Caserta, da quel momento in poi, a cercare più convintamente la vittoria ma nel frattempo si è accesa la spia della riserva e meno male che a pochi minuti dalla fine un destro dello svizzero Girma in contropiede finisce fuori bersaglio.
Crotone-Catania 3-2
Grazie ad un primo tempo scintillante il Crotone mette tra sé e il Catania lo scarto di tre reti che infine compensa la ripresa all’arrembaggio della squadra di Toscano. Che, come ammette Longo, alla fine meriterebbe anche il pareggio, ma per il Crotone che ha imparato a soffrire ed a tenere saldi i nervi la vittoria non è un premio eccessivo.
Parte bene il Catania: al 5’ Guglielmotti arpiona una respinta corta di Gallo e lascia partire un diagonale sul quale Lunetta anticipa Di Pasquale, ma la deviazione sotto porta termina alta. È un fuoco effimero, tuttavia, da lì e fino all’intervallo il Crotone domina. Anche perchè trova il vantaggio già all’8’: Jonathan Silva prende palla ai 35 metri, vede la possibilità di affondare, supera in velocità tre avversari e da posizione defilata fa centro di piatto destro anche se nella circostanza Adamonis, beffato sul palo coperto, non è esente da colpe. Per Silva centro numero quattro in campionato.
Ed al quarto d’ora il portiere rossoazzurro fa anche peggio sul sinistro non irresistibile ancora di Silva, che con una serpentina ne fa fuori due masticando un po’ la conclusione: il pallone gli scivola sui guanti e finisce sul palo alla sua sinistra, lo stesso sul quale si era fatto sorprendere sette minuti prima, in occasione del gol. Ormai è quasi uno schema: Silva terrorizza e costruisce, sul suo appoggio per Gomez, appostato al limite, la marcatura è larga tanto che il centravanti rossoblu ha il tempo di preparare la conclusione con la suola e scaricare di destro un diagonale sì angolatissimo ma sul quale, anche stavolta, Adamonis sembra in ritardo. Gomez, quinta rete per lui, raggiunge Tumminello, tra i due sembra il remake del duello della scorsa stagione.
Al 24’ il Crotone è sul 2-0 con una percentuale realizzativa del 75%. Catania frastornato, Adamonis ormai in confusione totale: sulla punizione liftata di Giron al 38’ il portiere lituano è coperto, il suo movimento è goffo, sembra una ola, il pallone schizza e s’infilla sotto il sette alla sua sinistra. Per Giron è il secondo gol in due partite dopo quello, bellissimo, del pareggio a Cerignola.
Toscano nella ripresa inserisce Montalto, ma è tutto il Catania che inizia a girare. All’11’ esce di poco un sinistro a giro di Jimenez da una ventina di metri. Il gol che consente al Catania di rientrare in partita, però, arriva un po’ occasionalmente quando manca poco più di un quarto d’ora alla fine: col Crotone schierato a muro Ierardi ci prova dal limite, la tibia di Cargnelutti accomoda il pallone a Stoppa nel cuore dell’area e l’ex attaccante del Catanzaro, entrato da appena quattro minuti, non spreca l’occasione con un gran destro sotto l’incrocio.
Sei minuti dopo gli etnei accorciano le distanze al minimo: punizione dal lato corto dell’area, Stoppa la calcia forte e tesa e trova la deviazione di testa di Di Gennaro, spintosi in avanti, D’Alterio manca il pallone che termina sul collo del piede di Giron e poi oltre la linea bianca. Mancano 11’ più recupero, e certe ferite del Crotone non si sono del tutto rimarginate.
L’occasione capita al 38’ a Montalto, al termine di una velocissima combinazione tra D’Andrea e Verna: la girata dell’attaccante etneo è perfetta ma D’Alterio compie un miracolo distendendosi sulla sua destra e bloccando in due tempi. La striscia utile del Crotone arriva a sei partite, tre vittorie e tre pareggi, 12 punti sugli ultimi 18 disponibili. Per risalire ancora la classifica e strappare definitivamente col passato.