CALCIO | Show del Catanzaro nel derby; il Crotone batte la capolista

CATANZARO-COSENZA 4-0
Il derby dei sogni per i tifosi catanzaresi, che maramaldeggiano nel finale con gli olè e potranno affondare il bisturi coi meme su poker e dintorni. Il peggiore degli incubi per quelli cosentini, che subiscono un’umiliazione storica e vedono precipitare le loro azioni nella lotta per non retrocedere.
Alla vigilia, giustamente Tortelli aveva detto che il Cosenza doveva giocare solo per vincere vista la situazione di classifica, ma in campo la rabbia e la fame necessarie i rossoblu non solo non le hanno mostrate ma sono anche stati sovrastati, dominati, annichiliti dalla squadra di Caserta, che a distanza esatta di un anno e quattro giorni dal suo esonero (era l’11 marzo 2024) si prende una clamorosa rivincita, anche ai danni di coloro, non pochi, che continuavano a criticarlo e storcere il naso, più per il suo passato che adducendo motivazioni concrete sul lavoro che ha fatto.
Perché il derby si sbloccasse è bastato un quarto di gara, e la facilità con cui il Catanzaro è andato a segno ha fatto il paio con l’inconcepibile fragilità della difesa rossobu: Caporale salta a vuoto (il derby non gli giova), a Situm basta un tocco d’esterno senza guardare per mettere Iemmello di fronte a Micai, praticamente disneyland per il capitano giallorosso che realizza, proprio lui, l’ottavo gol contro il Cosenza e sale a quota 14 raggiungendo Esposito in testa alla classifica dei cannonieri.
La rabbia di D’Orazio spiega la frustrazione rossoblu non la mancata, doverosa reazione perché a parte un tiraccio di Mazzocchi da trenta metri due minuti dopo, un traversone teso di Caporale, sul quale una deviazione mette a dura prova i riflessi di Pigliacelli, ed un colpo di testa sottomisura di Kouan, ostacolato da Mazzocchi, gli ospiti altro non riescono a produrre.
Ripresa. Dici: ora il Cosenza darà il tutto per tutto. Invece, dopo appena 36 secondi la gara si chiude: Biasci per Ilie, nessuno segue Pompetti tra le linee, l’opposizione di Garritano è troppo tenera ed il sinistro dai diciotto metri è fantastico, imprendibile. All’andata, il gol del centrocampista pescarese a dieci minuti dalla fine non era bastato per vincere, quello di ieri, il quarto stagionale, ha invece messo la parola fine al confronto.
Perché da quel momento in poi il Cosenza è sparito, come dimostra la dinamica del terzo gol giallorosso, Petriccione in verticale per Ilie, il romeno avanza indisturbato, Biasci porta a spasso Dalle Mura e per Bonini lo spazio si dilata a dismisura tanto che il centrale ha tutto il tempo di prendere la mira ed allargare il piattone trafiggendo Micai. Quinta rete in campionato per lui, difensore e goleador.
Il baratro lo scava, al 23’, Coulibaly, subentrato quattro minuti prima a Petriccione, appoggiando di testa da due passi sul secondo palo. Game over, in pratica. Il Catanzaro, a parte una puntata a rete di Iemmello, si è rispettosamente fermato. Era già troppo. Ora si fa festa e già si pensa alla trasferta di Modena, con prevedibile esodo di tifosi in Emilia.
A Cosenza inizia una settimana di processi, ma sul banco degli imputati c’è un uomo solo. Non gioca e non allena, ma Eugenio Guarascio da ieri sera deve capire che il suo tempo si può declinare solo al passato. E che intestardendosi ulteriormente, proseguendo con quest’accanimento per niente terapeutico, non mostrando davvero di voler fare un passo indietro, finirà per cancellare anche ciò che di buono, non poco, ha fatto per il Cosenza, e si autocondannerà alla damnatio memoriae.
CROTONE-AUDACE CERIGNOLA 2-1
Il Crotone frantuma la lunghissima imbattibilità della capolista Cerignola, ben 19 risultati utili consecutivi e 7 vittorie nelle 8 giornate precedenti, e fra i ringraziamenti dell’Avellino, che resta ad un punto dalla vetta, s’installa da solo al quarto posto staccando il Benevento.
I motivi per temere la sfida di ieri non mancavano perché la squadra di Raffaele nel girone di ritorno ha fatto meglio di tutti e perché aveva, ed ha, il miglior score fuori casa, 29 punti. Quella di Longo, però, ha sì rallentato fuori casa ma da poco più di un mese è tornata implacabile allo ‘Scida’, quattro vittorie consecutive contro Potenza, Monopoli, Giugliano ed appunto Cerignola, e sta producendo il massimo sforzo per raccattare quanti più punti è possibile in chiave playoff.
La gara è stata spigolosissima, specie nella ripresa, più ancora dopo il secondo vantaggio rossoblu. Meritato, perché è stato il Crotone, sin dall’inizio, a fare la partita, sbloccandola al 41’ con due soluzioni pregevolissime dal punto di vista tecnico: il traversone d’interno destro con effetto ad uscire di Cargnelutti sul quale mancano l’impatto sia Murano che Gomez, e la bordata d’esterno sinistro di Vitale che s’insacca sotto la traversa. Somma conferma dello straordinario potenziale offensivo del Crotone, e della qualità del giocatore bolognese il cui difetto è, semmai, la continuità.
Il Cerignola incassa, rimugina negli spogliatoi e nella ripresa parte forte. All’8’, D’Andrea accarezza la traversa dal limite dopo una combinazione a tutta velocità ed in verticale. Cinque minuti dopo, è il 13’, il pareggio arriva con Salvemini, che arriva a tu per tu con Sassi e lo trafigge con un rasoterra, ma è clamorosa la svista dell’aretino Maccarini, che sorvola su un’entrata da dietro dell’ex Ligi su Silva che proteggeva palla. Il difensore ligure, tre stagioni nel Crotone una decina d’anni fa, ai tempi di Menichini e Drago, prende palla ma tocca anche il piede del brasiliano, costretto ad uscire. L’episodio infiamma il confronto, che diventa corrida, in campo, tra le panchine e sugli spalti.
Gli dèi del calcio, però, sono dalla parte del Crotone. Al 18’ è proprio colui che ha preso il posto di Silva, cioè Federico Ricci, a ribadire in rete da due passi un pallone che danza ad un metro dalla linea di porta dopo il doppio salvataggio dell’argentino Visentin, prima su Murano, poi su Vinicius. Secondo gol consecutivo per l’esterno romano, stavolta da tre punti.
Nella guerra di nervi che va avanti fino alla fine perde la testa Tascone, entrataccia su Murano, che lascia in dieci i suoi.
Ora il Crotone non si deve più fermare, a partire dal lunch match di Catania di domenica prossima.