Bonifica: il Mase pensa al futuro, ma dimentica il presente...

«Alla bonifica, che deve necessariamente partire, deve essere associato un progetto di sviluppo dell'area». A dirlo ai giornalisti è stato il direttore generale del Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica Luca Proietti, a margine di un incontro lunedì sera con il commissario della bonifica del Sin - Emilio Errigo - associazioni, organizzazioni di categoria e sindacati. Quello in Provincia a Crotone è stato l'ultimo in ordine cronologico di una lunga giornata, durante la quale Proietti è stato in Regione, Procura e prefettura per cercare di dare un slancio all'inizio della bonifica dell'ex area industriale pitagorica.
Attività ferma al palo
Come noto, l'attività è ancora ferma al palo: la partita si gioca sul luogo dove finiranno i rifiuti. Il Paur - Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale - calabrese del 2019 indica che dovranno essere conferiti fuori dalla Calabria. Lo stesso Ministero ha chiesto alla Regione la modifica del documento, al quale si sono opposti Comune di Crotone, Provincia e la stessa Regione appellandosi al Tar. «A mio avviso - ha detto ancora il dg - è ininfluente, nel senso che, come è stato scritto nel decreto, noi non potevamo obbligare nessuno. Però la bonifica deve partire, come? Nel rispetto del Paur».
Tavolo tecnico e di sviluppo
«Abbiamo pensato - ha proseguito Proietti - di fare un tavolo tecnico in prefettura con tutti gli enti per quanto afferisce la bonifica, cercare di negoziare d'accordo con tutti; parallelamente fare un tavolo strategico di sviluppo – che non è competenza nostra, ma di Confindustria, Confartigianato, sindacati, associazioni ambientaliste».
Il futuro senza presente
Dunque, l'incontro con associazioni, organizzazioni di categoria e sindacati del territorio ha avuto al centro una proposta - non chiara - di un tavolo che affronti lo sviluppo futuro dell'area da bonificare...senza però affrontare il tema principale, che riguarda il presente - ovvero la bonifica e la destinazione dei rifiuti. «Per noi - ha riferito ancora il dg del Mase - (i rifiuti n.d.r.) vanno dove decidiamo tutti insieme di mandarli, insieme alle associazioni».
Rifiuti pericolosi e non
Sulla destinazione dei rifiuti, fa chiarezza il commissario Errigo: «I rifiuti non pericolosi – ha detto ai giornalisti – andranno fuori dalla Calabria, quelli pericolosi andranno fuori dal territorio nazionale se Eni troverà discariche. Ove mai non dovesse trovarle all'estero, si può pensare a delle tecnologie che possono abbattere il carico inquinante dei rifiuti per farli diventare non pericolosi. Se una minima parte dovesse andare a Sovreco, secondo me, non è la fine del mondo». «Trovo molto strano - ha detto ancora il generale Errigo ai cronisti - che a Crotone arrivano rifiuti da tutta Italia, e i rifiuti di Crotone devono andare fuori» Chi scrive ha fatto notare che, probabilmente, c'entra il Paur. La risposta del commissario è stata categorica: «Non c'entra niente il Paur».
La proposta di Legambiente
L'ipotesi, dunque, di trasferirli nella discarica di Columbra a Crotone non è stata del tutto abbandonata, anzi... Su questo punto, per certi versi, si lega anche la proposta di Legambiente di un impianto pubblico in situ. «Al dirigente Proietti - ha affermato la presidente Rosaria Vazzano ai giornalisti - Legambiente chiede l'accelerazione delle fasi della bonifica; l'ipotesi avanzata da Legambiente che, se non ci sono soluzioni diverse, ben venga al discarica in sito ad esclusiva gestione pubblica, in maniera tale che i rifiuti non vadano più ad arricchire privati o altri aspiranti».