Reperti archeologici rubati dai tombaroli ritornano finalmente alla comunità

Si chiude finalmente un cerchio: i reperti trafugati dai tombaroli - recuperati dai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale durante le operazioni “Tempio di Hera” ed “Achei” - sono ritornati alla comunità ed esposti al Museo Archeologico di Capocolonna. Sabato, infatti, è stata inaugurata la mostra “Nostoi, rientri condivisi” a cura della direzione dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari. Tra i pezzi più significativi uno specchio in bronzo con impugnatura a forma di fanciulla panneggiata databile alla prima metà del V secolo a.C. prodotta da officine di Crotone, ed una grande lekythos – brocca per oli e balsami – decorata a figure nere, prodotta nella regione di Atene intorno al 500 a.C., e attribuibile al Pittore di Edimburgo. Non solo: tra i reperti anche una splendida hydria – un vaso per contenere e versare acqua - alcuni contenitori per oli e balsami, ed un bacino per cibi cotti. La mostra vede il coordinamento generale del direttore del Parco Archeologico di Capocolonna Filippo Demma, il progetto scientifico del direttore del Museo Gregorio Aversa, l'allestimento a cura di Marianna De Matteis ed Ernesto Salerno, mentre Ramona Marrella ha curato i restauri.
La mostra rimarrà aperta al pubblico con ingresso libero sino al prossimo 31 ottobre tutti i giorni (escluso lunedì) dalle ore 9 alle ore 19.
interviste:
Filippo Demma - dir. Parco Arch. Capocolonna
Giacomo Geloso - comandante Nucleo Tpc di Cosenza
Gregorio Aversa - dir. Museo Capocolonna
Santo Vazzano - pres. Consorzio Jobel