Antichi reperti rubati ritornano patrimonio comune

La punta di un giavellotto risalente all'età del ferro, frammenti in marmo del tetto del tempio di Hera Lacinia, contenitori in ceramica e oggetti di vita quotidiana di epoca greca, monete romane e bizantine, antichi fossili, una testa di fattura italica. Sono 83, e quasi tutti provenienti dal promontorio di Capocolonna, i reperti archeologici recuperati nel corso di due diverse indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone. Reperti che, una volta dissequestrati, sono stati consegnati dal comandante del nucleo carabinieri Tutela patrimonio culturale di Cosenza, Giacomo Geloso, alla Soprintendente Abap per le province di Catanzaro e Crotone, Stefania Argenti. E dunque, tornano a fare parte del patrimonio culturale della regione. La consegna ufficiale è avvenuta nel museo archeologico di Capo Colonna, alla presenza – tra gli altri – del comandante della Legione Carabinieri Calabria Pietro Salsano, e di un gruppo di studenti del liceo classico Pitagora di Crotone.
“Si tratta di elementi che aiutano a ricostruire la trama del nostro passato – ha spiegato il funzionario archeologo Alfredo Ruga, illustrando la funzione e l'importanza di ciascuno dei reperti – elementi che completano la conoscenza di materiale che già abbiamo nei nostri archivi, o ci aiuteranno con reperti che troveremo in futuro”.