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Riaffiorano a Capocolonna nuove testimonianze del passato

Riaffiorano a Capocolonna nuove testimonianze del passato
Un giacimento archeologico che continua a restituire nuove tracce e testimonianze del passato: si è conclusa venerdì l'ultima campagna di indagini archeologiche nel sito del Santuario di Hera Lacinia a Capocolonna, condotta dalla Scuola Superiore Meridionale e promossa dai Parchi archeologici di Crotone e Sibari. Per l'occasione è stato organizzato un open day aperto a stampa e pubblico. Gli ultimi ritrovamenti riguardano un piccolo edificio rettangolare, aperto probabilmente anche senza copertura che si trova fuori dall’area sacra del tempio. E’ databile, dalle prime indagini, intorno al III secolo a.C., con al suo interno un altare. Tra l'altro - durante la campagna di scavi - sono stati ritrovati numerosi reperti: una serie di terrecotte ed una grande quantità di statuette votive databili fra IV e III secolo a.C.. Ma anche tutta una serie di materiali in bronzo o in ferro che sono arrivati solo in piccolissima parte perché non scampati al saccheggio del Santuario; vi sono resti di armi ma anche di fasce in ferro, ed anche una piccola statuetta che rappresenta un personaggio forse femminile con una pesante collana al collo. È di epoca classica e si data tra intorno al III secolo a.C. I dettagli della campagna di scavo sono stati illustrati dal professore Carlo Rescigno, docente di Archeologia Classica dell’Università Vanvitelli, alla presenza del direttore dei Parchi di Crotone e Sibari Filippo Demma. A quanto appreso dall'open day, la campagna di scavo proseguirà - grazie anche a fondi del progetto Antica Kroton e del PNRR - poichè vi è ancora tanto materiale presente nel sottosuolo. Non solo, il Parco Archeologico di Capocolonna nei prossimi mesi sarà destinatario di un restyling: saranno, infatti, eliminate le passerelle e verranno creati nuovi percorsi.