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Bonifica: si costituisce il comitato "Fuori i veleni - Crotone vuole vivere"

Bonifica: si costituisce il comitato "Fuori i veleni - Crotone vuole vivere"
Si è costituito il comitato "Fuori i veleni - Crotone vuole vivere", un gruppo di persone che ha come obiettivo quello di far effettuare una reale bonifica ad Eni dell'ex area industriale pitagorica. Il comitato – che ieri pomeriggio ha convocato una conferenza stampa di presentazione – nella sua mission ha quella di evitare la modifica del Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale) del 2019 nel quale è espressamente scritto nero su bianco che Eni deve portare fuori dalla Calabria i veleni che sono ancora interrati. Ma la stessa multinazionale ha più volte ribadito che non esiste una discarica che possa smaltire tenorm ed amianto sul territorio nazionale, tranne che proprio a Crotone – ovvero la Sovreco. Si tratta di 1 milione di tonnellate di rifiuti in 884 ettari di terreno: “il 49% dei rifiuti è di tipo non pericoloso. Il resto si caratterizza, invece, per la presenza di metalli pesanti (35%) come cadmio, zinco e arsenico; tenorm (5%) materiale che aumenta la radioattività naturale, e tenorm misto ad amianto (11%). In particolare, i rifiuti da bonificare nell'area della discarica dell'ex Fosfotec ammontano a 372.880 tonnellate; quelli presenti nella discarica dell'ex sito di Pertusola a 457.200 tonnellate e 200 mila tonnellate quelli interrati nel sito dell'ex Pertusola”.

Le richieste del neo comitato

“Al sindaco di Crotone si chiede un impegno chiaro e determinato a difesa della città in coerenza soprattutto con il mandato popolare ed in linea con il deliberato del Consiglio Comunale per contrastare i tentativi di Eni di modificare il Paur per lasciare i veleni a Crotone”. “Al presidente della Regione chiediamo di voler declinare qualsiasi pressione e/o tentativo teso a far rivedere le determinazioni del PAUR nonché chiediamo adeguate iniziative per richiamare Eni alle sue responsabilità sulla mancata bonifica ed al rispetto delle scelte assunte dalla Conferenza dei Servizi il 24 ottobre 2019”. “Alle rappresentanze parlamentari, al Consiglio dei Ministri, alle autorità sanitarie ed Ambientali del paese chiediamo un impegno autorevole ed urgente affinché Eni sia richiamata alle proprie responsabilità evitando operazioni a danno della salute dei cittadini e del territorio”.

I membri fondatori del comitato

Sono, in totale, ventisei i membri fondatori del comitato – definito apolitico e senza bandiera - “Fuori i veleni - Crotone vuole vivere”: nel gruppo spiccano ex rappresentanti istituzionali - dal centrodestra al centrosinistra - nonchè attuali amministratori pitagorici ed esponenti delle associazioni. Tra i vari, l'ex presidente della Regione Mario Oliverio (PD), tre ex presidenti della Provincia di Crotone, di cui due già sindaci – Carmine Talarico (PD), Ugo Pugliese (Italia Viva) Stano Zurlo (FdI) – l'ex parlamentare del Movimento 5 Stelle Elisabetta Barbuto, attuali consiglieri comunali - Anna Maria Cantafora (FdI), Salvatore Riga (Azione), Carmen Giancotti (Noi con l'Italia), Fabrizio Meo (Crotone Libera), Enrico Pedace (Consenso), Andrea De Vona (PD) – ex consiglieri comunali – Mario Galea (Italia Viva), Ilario Sorgiovanni (ex M5S e già assessore comunale con l'attuale sindaco Vincenzo Voce) – e rappresentanti di varie associazioni ambientaliste e civiche. Tralasciando la provenienza politica, il neo comitato ritiene “necessaria una consapevole e forte mobilitazione dei cittadini. Scendere in piazza e manifestare tutto il dissenso su un tentativo mostruoso di modificare le tutele ambientali decise”. Infine, è stata indetta per il 4 maggio una nuova Conferenza dei Servizi – non decisoria - per rimuovere il vincolo di tutela ambientale e “consentire così ad Eni di lasciare tutti i veleni a Crotone” - scrive il comitato.