«Conoscere la Chiesa di oggi partendo dalla Chiesa di ieri»

«Conoscere la Chiesa di oggi partendo dalla Chiesa di ieri». E’ questo il messaggio che don Giuseppe Sofrà ha voluto lanciare con il suo libro dal titolo “Il Catechismus Catholicus (1930) del Cardinale Pietro Gasparri – Un mancato catechismo universale”, la cui presentazione si è tenuta presso l’Auditorium parrocchiale della Santa Famiglia.
A fare gli onori di casa don Vincenzo Condello, vice parroco, che dopo aver salutato e ringraziato i presenti, ha sottolineato come l’opera di don Giuseppe Sofrà sia frutto di un attento studio di documenti conservati negli archivi vaticani, prima oggetto di tesi del suo Dottorato in Teologia, oggi strumento utile per comprendere le dinamiche storiche del dialogo tra Stato e Chiesa.
E’ stata la volta del vice sindaco Schipilliti che ha rivolto i saluti del sindaco e di tutta l’amministrazione palmese, sottolineando come don Giuseppe, sempre accogliente e disponibile, sia riuscito in poco tempo a rendere la Parrocchia della Santa Famiglia “una grande famiglia”.
A moderare i lavori, don Letterio Festa, direttore Archivio Storico Diocesano, oltre che “compagno di merenda” di don Sofrà, il quale ha voluto sottolineare l’imponente lavoro svolto da don Giuseppe, avendo avuto accesso persino all’archivio del Santo Ufficio e riuscendo a portare alla luce anche l’agendina personale di mons. Gasparri. Da queste preziose fonti documentali si evince il desiderio del cardinale Gasparri di offrire ai laici uno strumento solido, come il Catechismo della Chiesa Cattolica, che suo malgrado non è riuscito a realizzare.
Mons. Francesco Milito, vescovo emerito della Diocesi Oppido-Palmi (2014 – 2023), definito “vero Deus ex machina” dell’impresa portata a compimento da don Giuseppe, ha chiosato dicendo che lo studio apre il cuore, dispone la mente a migliore comprensione e che la ricerca non finisce mai. Ha ricordato il compianto don Michelangelo Borgese, Parroco e importante riferimento nel percorso di fede di don Sofrà.
A seguire, l’intervento di padre Amabile Musoni, Membro della Delegazione Cattolica per il Dialogo Ecumenico con le Chiese Protestanti in Europa, oltrechè studioso e attento osservatore della Chiesa di oggi, ha voluto evidenziare l’importanza e la ricchezza dottrinale del Catechismo di mons. Gasparri. Tuttavia, sebbene sia stata un’opera monumentale, è un mancato Catechismo universale, poiché non ha tenuto conto del contesto culturale, teologico e catechistico del tempo. Ha voluto, quindi, esaltare il lavoro di don Sofrà nel riportare in auge questo testo.
Mons. Giuseppe Alberti, vescovo della Diocesi Oppido-Palmi, ha espresso apprezzamenti per l’afflato pastorale e per l’immenso lavoro svolto da don Sofrà, che ha donato un contributo storico e teologico per la Chiesa tutta e non solo per quella di appartenenza. Ha sottolineato come l’afflato pastorale debba diventare attenzione al contesto destinatario, a garanzia di un dialogo fecondo. Accanto ad una realtà oggettiva, chiara ed assoluta, e ad una modalità narrativa del Vangelo c’è una sfida catechistica fatta di “testimonianza attraverso le nostre mani, le nostre parole, il nostro cuore ed i nostri piedi”. Una sfida che sprona e impegna tutti, ognuno in base ai propri “talenti” ricevuti, tenendo conto dell’imprescindibile valore della formazione, coscienti delle ragioni della nostra fede.
Riconoscimenti a don Giuseppe Sofrà anche da parte del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Papa Francesco, e di mons. Santo Marcianò, arcivescovo ordinario Militare per l’Italia. Ha concluso i lavori lo stesso autore che, ringraziando gli intervenuti e i presenti, ha ribadito l’utilità della costante ricerca e che si conosce meglio la Chiesa a partire dalla conoscenza delle sue vicende (anche) umane.