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L'era delle relazioni social a discapito di quelle sociali nelle scuole

L'era delle relazioni social a discapito di quelle sociali nelle scuole
Presentato a Palmi il libro “Il ruolo della scuola postmoderna. Le sfide dell’educazione nella società liquida”, di Chiara Ortuso - docente palmese di Storia e Filosofia. Il tema, trattato sotto forma di dialogo tra l’autrice ed Eliana Ciappina - progettista sociale e già assessore alle Politiche Sociali e Giovanili del Comune di Palmi - ha voluto evidenziare alcune criticità di un’era, la nostra, caratterizzata dalla “liquefazione” rapida del reale, in una società in cui gli individui sono dispersi in un individualismo definito “neoutilitarismo morale”, cioè assenza di relazioni “veramente umane”, a causa dell’iperproduttivismo, del tecnicismo e dell’ultra-cognitivismo. Si ritiene assolutamente necessaria una riforma del pensiero, in grado di investire la funzione che l’istituzione scolastica deve assumere, quale luogo di formazione dell’umano; un rinnovamento dell’insegnamento, che parte da una rivoluzione del pensiero per giungere a quella dell’educazione. Una riflessione profonda anche su cosa voglia dire “docere”: insegnare nella dimensione fluida della realtà. La risposta e le riflessioni emerse dall’analisi medesima ruotano intorno alla riscoperta della relazione educativa in ambito scolastico, ripensando a nuove forme di didattica attiva e partecipativa quali, ad esempio, le pratiche filosofiche, indirizzi di ricerca collettiva, critica e speculativa intorno alla complessità del reale, le quali, investendo direttamente la dimensione pragmatica dell’esistenza, spalancano le stesse vite dei discenti alla interrelazione con l’alterità e, in definitiva, alla comprensione di se stessi. Il nutrito pubblico ha animato il dibattito conclusivo, a testimonianza dell’atmosfera coinvolgente che ha caratterizzato il momento. Diverse le questioni sollevate: i docenti non appassionati non possono appassionare; la motivazione degli stessi risente, probabilmente, anche dei fattori economici, atteso che i docenti italiani sono sottopagati rispetto ai colleghi dell’UE; scarsa volontà di investire nella scuola, nelle infrastrutture, nella formazione e nella cultura. L’Italia, ormai da tempo, spende poco e male per gli studenti. Si è anche riflettuto sul triste fenomeno della violenza in questa società “liquida”, che deriva dalla mancanza di capacità di confronto e di accettare l’altro. Presenti anche studenti e genitori, che si sono lasciati interrogare sui tanti aspetti emersi: l’arte del fallimento, l’”inciampo”, ovvero la funzione del docente di mostrare “il muro” che si frappone fra il linguaggio e la verità; le continue sollecitazioni all’esposizione ed all’insana competizione, finta e fittizia, fatta da influencer, con risvolti deprimenti sugli adolescenti ed i giovani. La centralità del corpo, con la sua esposizione continua, senza trascurare che dietro si nasconde il subdolo controllo sulla psiche. I ragazzi “complessi” sono la vera sfida educativa dei docenti, che, a loro volta, dovrebbero costituire una scuola solida, credibile e coerente - anche rispetto al rapporto scuola-docenti e genitori - tenendo sempre ben presente il loro indiscusso ruolo di formatori e non già di psicologi. La Prof.ssa Ortuso ha concluso auspicando un’attualizzazione della filosofia, che è amore per il sapere, ma non è accademismo; la si deve “far parlare” con le persone, “viverla” nelle pratiche filosofiche, per comunicare, partecipare, analizzare. Sviscerando una questione, si aiutano i ragazzi a dialogare, ad avere un proprio pensiero critico, rendendoli capaci di contestare, di ribellarsi, scardinandoli dal pensiero unico. “Teste non piene, ma ben fatte!”. Ciò a garanzia della democrazia. L’autrice ha, infine, ringraziato i presenti, in particolare Eliana Ciappina, per aver messo a disposizione e condiviso le sue puntuali riflessioni, e Manuela Gioffrè, titolare del Mondadori Point, per la passione ed il contributo reso in nome della cultura.