VIDEO | Fabrizio Ruggiero: encomio solenne per il guerriero gentile

In un anno è diventato, in due match di finale durissimi, prima campione d’Europa, per giunta combattendo con una mano fratturata dalla prima ripresa, e poi campione del mondo di kickboxing, lo sport di contatto che combina i calci tipici delle arti marziali ed i colpi del pugilato. Ma Fabrizio Ruggiero, 27 anni, al quale il sindaco di Crotone, Enzo Voce, e l’assessore allo sport, Luca Bossi hanno conferito stamattina l’encomio solenne per meriti sportivi in una sala consiliare zeppa di parenti è lontano dal clichè del combattente classico, aspetto truce, cicatrici, montagna di muscoli da far paura. Questo ragazzo dall’aspetto gentile, la voce calma, il sorriso aperto, farebbe la felicità degli studiosi di fisiognomica: per aggiudicarsi le corone continentale e mondiale ha battuto due guerrieri, lo slovacco Mandinec, ed il francese di origini magrebine El Mestari, dei quali non ci si sorprenderebbe scoprendo che sono fighters. Ma il campione è lui, che nella finale del mondiale si è rialzato per ben due volte, che ha tratto dai ko l’energia per ribaltare l’esito del match e conquistare la corona iridata. 27 anni, partito quando ne aveva 19 per inseguire il sogno di diventare un professionista, Fabrizio ha dentro di sé il granito e il basalto che servono per arrivare ai traguardi che ha raggiunto. Dopo i titoli, i primi pensieri sono stati per i genitori, la fidanzata Erica, la sua città, che ama e dalla quale oggi si sentirà anche più riamato. E se, come noi, siete fra quelli che ritengono che il campione debba possedere anche i tratti del garbo e dell’umiltà, converrete che la menzione dell’encomio solenne la stramerita non solo come atleta e campione, ma anche come uomo.