Coronavirus, la situazione in Calabria: terza vittima nel Cosentino e nuovi tamponi positivi

Il coronavirus miete l'ottava vittima calabrese. Si tratta di un uomo di 75 anni di San Lucido, un pensionato Enel, deceduto la scorsa notte nel reparto di rianimazione dell'ospedale dell'Annunziata di Cosenza, dove era stato ricoverato nella notte tra l'11 e il 12 marzo scorsi. Dall'inizio dell'infezione quella di oggi è la quarta vittima in provincia di Cosenza e la seconda per il piccolo centro tirrenico di 6 mila abitanti che è uno dei comuni calabresi diventati zona rossa, tre dei quali si trovano proprio in provincia di Cosenza. Domenica scorsa non ce l'aveva fatta un altro anziano, anch'egli 75enne. Le altre due persone decedute erano di Paola e di Rende.
Nuovi casi positivi
Intanto, seppur ancora ufficiosamente, il numero dei contagi nella nostra regione ha ormai raggiunto e superato la fatidica soglia 300: ieri sera, dall'ospedale di Reggio Calabria era stata comunicata la positività di altri tre tamponi, che fanno salire a 97 le persone contagiate in provincia, e stamattina il laboratorio dell'ospedale Pugliese ha comunicato la positività di altri 8 tamponi, quattro del Crotonese, 3 del Catanzarese ed uno del Vibonese. Altri 11 casi che sommati ai 292 del bollettino della regione di ieri sera farebbero salire il conto a 303 infetti su un totale di circa 3.200 tamponi effettuati.
L'elenco dei positivi crotonesi su Whatsapp
Intanto, mentre il numero dei contagiati, dei malati e dei morti continua a salire, mentre tutto il Paese è tenuto in casa a forza di decreti, e mentre la sanità produce il massimo sforzo per salvare le persone che rischiano la vita e limitare i danni, ieri qualcuno si è preso, come diceva De Andrè, la briga e di certo il gusto di diffondere l'elenco delle persone trovate positive al tampone in provincia di Crotone. Un documento che ieri mattina ha cominciato a circolare su whatsapp ed è rapidissimamente diventato virale coi nomi ed i dati privati, ovvero le date di nascita ed i luoghi di residenza, di 59 persone, e sarebbero state di più perché, ed il documento diffuso lo specificava, si era in attesa dell'esito di altri tamponi effettuati in altre strutture, cioè dei tamponi a cui persone del Crotonese erano state sottoposte a Catanzaro. Una fuga di notizie sbalorditiva, assurda, raccapricciante, una barbàrie. Una gogna inaccettabile, un gesto alla cui base si annidano, e mischiano, irragionevole brutalità ed istintività belluina. Dopo la denuncia presentata da una delle 59 persone messe alla berlina e la richiesta di intervento fatta dal Sindacato dei giornalisti calabresi al Prefetto, Tiziana Tombesi, la Procura di Crotone ha aperto un'inchiesta, delegando le indagini alla Squadra mobile.
Caos tra Calabria e Sicilia agli imbarcaderi
Intanto, tra Calabria e Sicilia la tensione resta alta. Ieri sera il sindaco di Messina, Cateno De Luca, ha deciso di bloccare il porto e di non consentire gli sbarchi, accusando il governo di insipienza ed attaccando il ministero dell'Interno. Al momento sono un'ottantina le persone, provenienti per lo più dal nord Italia, e qualcuna anche dall'estero, bloccate a Villa San Giovanni nel parcheggio dell'Anas, secondo De Luca per irregolarità nelle autocertificazioni obbligatorie. La situazione è caotica, anche perché le auto hanno bloccato anche il traffico dei mezzi pesanti.