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Gettonopoli a Catanzaro: la risposta inquietante di Pisano a La7 (Video)

Gettonopoli a Catanzaro: la risposta inquietante di Pisano a La7 (Video)
Non ne esce bene l’amministrazione comunale di Catanzaro dalla nuova puntata della trasmissione di La7 “Non è l’Arena”. Di nuovo. Non esce bene dal confronto telefonico tra il conduttore Massimo Giletti e il presidente del Consiglio comunale Marco Polimeni; peggio ancora esce dai servizi girati dagli inviati sul territorio. Da una parte il presidente dell’assise comunale che continua a non dire una parola su un’inchiesta- Gettonopoli -  che coinvolge la quasi totalità del Consiglio che presiede. Dall’altra consiglieri indagati che davanti alle telecamere mostrano un atteggiamento discutibile. Uno di loro, Giuseppe Pisano, afferma addirittura che “questa indagine nasce sotto forma di ricatto perché c’è un ex soggetto di questa maggioranza che usa con modi non democratici…”, e alla domanda precisa del giornalista “c’è uno della maggioranza che ha litigato con voi e se l’è cantata” risponde “Penso proprio di sì”. Ebbene, cosa vuol dire "sotto forma di ricatto"? Il ricatto di chi, e su cosa? Dalle parole di Pisano emerge che ci sarebbe un "soggetto della maggioranza" che "ricatta" la maggioranza stessa. Ma il "ricatto" è un reato, tanto più grave in questo caso che vede coinvolti amministratori pubblici: e allora, chi è il ricattatore? C'è una denuncia in questo senso alla procura? Qual è l'oggetto del ricatto? E perché questo "ricatto" emerge solo ora? Una risposta inquietante, insomma, quella di Pisano, che stimola numerosi interrogativi, ai quali bisognerebbe dare risposte chiare. Sopra tutti, poi, c'è un sindaco che l’argomento lo ignora deliberatamente, quasi come se riguardasse un’altra città. Invece riguarda il capoluogo di regione, una regione nella quale si vota tra poco meno di una settimana, con diversi dei protagonisti della vicenda coinvolti direttamente o indirettamente nella campagna elettorale. E se è vero che nella nostra nazione il garantismo è presupposto imprescindibile alla vita democratica, è altrettanto vero che oltre al livello giudiziario (che riguarda la Magistratura) c’è un livello etico e morale che invece coinvolge in pieno la Politica, che sulle questioni importanti una posizione la deve prendere. E invece questa scelta di far finta di nulla, di non prendere posizione in relazione ad un’inchiesta che pure coinvolge la maggior parte dei rappresentanti eletti dai cittadini del capoluogo, appare come un evidente tentativo di difendere strenuamente le proprie posizioni politiche, le poltrone, il potere; e di non farsi nemici. Provando goffamente a ribaltare il tavolo con argomenti triti e ormai smascherati, perché il danno d’immagine alla nostra regione, ci chiediamo, lo fa chi denuncia o chi delinque? Si continua, dunque, a negare l’evidente agonia di una regione che la cattiva amministrazione ha ridotto in ginocchio, e si svicola evitando di assumersi le responsabilità cui si è chiamati quando si amministra. Tutto mentre sotto casa, davanti a quella stessa procura che indaga su "Gettonopoli" si riuniscono migliaia di cittadini che attraverso il loro sostegno al procuratore Nicola Gratteri chiedono chiarezza, trasparenza, e anche una corretta amministrazione. E poi c’è Giuseppe Pisano, il presidente della terza commissione comunale di Catanzaro, un consigliere tra i più vicini alle posizioni politiche del sindaco Sergio Abramo e attivissimo nella campagna elettorale per le regionali a favore di un altro consigliere comunale, pure lui riferimento del sindaco. Al microfono dell’inviato di La7 Pisano ammette di essersi trovato in due posti contemporaneamente. Un caso di “ubiquità” che il 4 dicembre del 2018 lo ha visto in commissione…ma anche al Pronto soccorso per un incidente stradale. Pisano è accusato di aver percepito illecitamente gettoni di presenza per una cifra pari a 1.348,20 euro: “C’era il vicepresidente – dice - e comunque io quel gettone non l’ho percepito”. Il punto, però, non è il gettone. Il punto è la bassa, bassissima concezione della politica che troppo spesso in Calabria si mostra di avere; l’infimo rispetto per le regole, per il proprio ruolo, per i cittadini che si rappresentano. E del resto, se così non fosse, la Calabria vivrebbe tutta un’altra storia.