Gettonopoli e crisi 'farsa' a Catanzaro, M5S e Codacons partono all'attacco

La crisi è finita in burla, la tragedia ora sembra farsa, ed anche il confine della decenza sembra essere stato largamente superato. E pensare che quando si è tenuto “Gettonopoli e le trame di palazzo”, l’incontro pubblico organizzato dal Movimento Cinquestelle e dal Codacons per parlare dell’inchiesta “Gerione”, che sta scuotendo dalle fondamenta l’amministrazione comunale di Catanzaro, le ultime, paradossali novità sulla ricomposizione, anzi, la ricostruzione pressochè totale della giunta comunale di Catanzaro non erano ancora arrivate. La gattopardesca soluzione scelta dal sindaco Abramo, possibile grazie alla ritrovata, o forse mai persa sintonia con Mimmo Tallini, l’altro pezzo da novanta del centrodestra catanzarese, amareggia e preoccupa soprattutto i Cinquestelle, le cui denunce hanno probabilmente impresso un’accelerazione alla vicenda. La senatrice Bianca Laura Granato, che ha reso noto di avere incontrato il procuratore di Catanzaro, Gratteri, e di avere intenzione di recarsi alla Guardia di finanza, afferma che più forte di ogni altra cosa è stato l’irresistibile desiderio di gestire i 40 milioni di euro di finanziamenti destinati ad Agenda urbana, e dunque interessi che accecano, che rendono possibile ogni cosa, che non fanno temere anche di superare platealmente il confine dell’assurdo mettendo in discussione, afferma la parlamentare, la stessa agibilità democratica dell’assemblea elettiva, tra accordi sottobanco, cambi di casacca, surroghe, nuove dimissioni, nuovi subentri. Un circo barnum senza soluzione di continuità.
Il vice presidente nazionale del Codacons, Francesco Di Lieto, fa sapere che l’associazione ha avviato una raccolta di firme perché si torni immediatamente alle urne, e ricorda che anche per le precedenti inchieste che hanno interessato il comune, ovvero Catanzaropoli e Multopoli, da parte dell’amministrazione cittadina non vi fu alcuna costituzione di parte civile.