È prevista per mercoledì 11 novembre una mobilitazione nazionale dei sindacati della scuola contro i tagli al personale contenuti nel disegno di legge di Bilancio 2027. L'iniziativa, annunciata da Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Anief, punta a richiamare l'attenzione sulle conseguenze che la riduzione degli organici potrebbe avere sul funzionamento degli istituti scolastici.
La protesta interessa anche la Calabria, dove le organizzazioni sindacali hanno già espresso preoccupazione per le possibili ricadute sul personale e sull'organizzazione delle attività didattiche.
Calabria, quasi 300 posti a rischio
Secondo le stime diffuse dalla Uil Scuola regionale, sarebbero 292 i posti potenzialmente interessati dai tagli, di cui 206 docenti e 86 unità di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA).
Per quanto riguarda gli insegnanti, la riduzione stimata riguarderebbe tutte e cinque le province calabresi: 73 posti a Cosenza, 56 a Reggio Calabria, 38 a Catanzaro, 20 a Crotone e 19 a Vibo Valentia.
Si tratta di valutazioni sindacali sulle possibili conseguenze delle misure previste, non di posti già soppressi.
Le conseguenze per le scuole
A livello nazionale, il disegno di legge prevede una riduzione degli organici a partire dall'anno scolastico 2027-2028, con 4.925 posti in meno tra i docenti e 2.049 tra il personale ATA.
Secondo i sindacati, queste misure rischiano di aumentare le difficoltà organizzative degli istituti, soprattutto nei territori caratterizzati da piccoli comuni e scuole con un numero limitato di studenti.
In Calabria, la questione assume particolare rilievo anche per la presenza di numerosi centri nelle aree interne, dove il mantenimento dei servizi scolastici rappresenta un elemento importante per le comunità locali.
La mobilitazione dell'11 novembre sarà quindi un'occasione per chiedere una revisione delle misure previste. Le disposizioni restano comunque legate all'iter parlamentare della legge di Bilancio e potranno subire modifiche prima dell'approvazione definitiva.




