Sempre più tempo trascorso sui social network, intelligenza artificiale utilizzata quotidianamente e meno occasioni di incontro fuori casa. È il quadro che emerge dalla nuova indagine del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), diffusa oggi, 4 novembre, che mette in evidenza alcuni segnali preoccupanti nelle abitudini degli adolescenti.
La ricerca, condotta nell'ambito del progetto Mutamenti interazionali e benessere, segue circa 3mila adolescenti romani. I risultati mostrano che il 26,8% dei quindicenni trascorre oltre quattro ore al giorno sui social, rispetto al 20,7% registrato nel 2025. Tra le ragazze la percentuale raggiunge il 35%.
Intelligenza artificiale e isolamento sociale
L'intelligenza artificiale viene utilizzata dal 73,1% degli adolescenti coinvolti, soprattutto per svolgere i compiti, chiarire dubbi scolastici e cercare informazioni. Nel 16,2% dei casi, però, i ricercatori individuano un utilizzo problematico, caratterizzato anche da eccessiva fiducia nelle risposte e coinvolgimento emotivo.
Preoccupa soprattutto il dato sull'isolamento: quasi un adolescente su due, il 49,9%, dichiara di uscire di casa soltanto per andare a scuola. Il 20,7% presenta inoltre sintomi di ansia e depressione, mentre il 37,3% mostra livelli di bassa autostima.
Calabria, il ruolo delle scuole e delle famiglie
Sebbene l'indagine riguardi adolescenti della Capitale e non fornisca dati specifici sulla Calabria, i risultati sollevano interrogativi che interessano anche il territorio regionale.
Per le scuole calabresi diventa sempre più importante promuovere un utilizzo consapevole degli strumenti digitali, accompagnando gli studenti nell'uso dell'intelligenza artificiale e nella comprensione dei rischi legati ai social network.
Accanto all'educazione digitale, resta centrale il ruolo delle famiglie e delle attività sportive, culturali e associative, capaci di offrire ai ragazzi occasioni di incontro e socializzazione al di fuori degli schermi.
I risultati saranno presentati ufficialmente il 5 novembre a Roma. La ricerca evidenzia un'associazione tra abitudini digitali e difficoltà relazionali, ma non dimostra che siano i social o l'intelligenza artificiale a provocare direttamente il disagio psicologico.




