La musica di Pino Daniele attraversa l'oceano e incontra le sonorità cubane. È successo al Teatro Politeama di Catanzaro, dove ieri sera il pianista Gonzalo Rubalcaba è stato protagonista di “Gonzalo Plays Pino”, uno spettacolo inserito nel cartellone della ventitreesima edizione del Festival d'Autunno, ideato e diretto da Antonietta Santacroce.
Un progetto musicale che mette insieme due mondi apparentemente lontani, ma accomunati dalla contaminazione tra generi e tradizioni. Rubalcaba ha reinterpretato il repertorio del cantautore napoletano attraverso il linguaggio del jazz, lasciando spazio all'improvvisazione e a nuove soluzioni sonore, senza perdere l'identità delle composizioni originali.
Sul palco, accanto al pianista cubano, una formazione di musicisti napoletani: Daniele Sepe al sax, Aldo Vigorito al contrabbasso, Claudio Romano alla batteria, Giovanni Imparato alle percussioni, Giovanni Francesca alla chitarra e Maria Pia De Vito alla voce.
Da “Chi tene ’o mare” a “Toledo”, passando per “Lazzari felici” e “Quando”, il concerto ha attraversato alcune delle pagine più significative della produzione di Pino Daniele. Particolarmente intensa la rilettura di “Napule è”, mentre “Tutta n’ata storia” ha acceso il pubblico del Politeama, che ha accompagnato l'esibizione con un lungo applauso.
A chiudere la serata, il bis di Rubalcaba al pianoforte. Per l'occasione il musicista ha scelto “Besame Mucho”, celebre brano della compositrice messicana Consuelo Velázquez, trasformato in una nuova occasione di improvvisazione.
Un incontro tra culture e sensibilità musicali diverse, che ha portato sul palco di Catanzaro una rilettura internazionale dell'eredità artistica di Pino Daniele.



