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Manovra 2027, dimezzati i fondi antisismici: le possibili conseguenze per la Calabria

Manovra 2027, dimezzati i fondi antisismici: le possibili conseguenze per la Calabria

Il disegno di legge di Bilancio 2027 prevede una rimodulazione delle risorse destinate alla prevenzione del rischio sismico negli edifici pubblici. Secondo quanto riportato dall'ANSA, i finanziamenti per il 2027 e il 2028 passerebbero da 60 a 30 milioni di euro annui, con il rinvio dei 60 milioni complessivi al biennio 2029-2030.

Non si tratta, dunque, di un taglio definitivo, ma di uno slittamento dei finanziamenti che potrebbe incidere sui tempi di realizzazione degli interventi.

La questione assume particolare rilievo per la Calabria, tra le regioni italiane a maggiore pericolosità sismica, dove la messa in sicurezza di scuole, municipi e altri edifici pubblici rappresenta una priorità. Un'esigenza particolarmente sentita anche nei piccoli comuni dell'entroterra, spesso alle prese con strutture datate e risorse limitate.

Il Fondo nazionale, istituito nel 2024, finanzia verifiche di vulnerabilità sismica e interventi di miglioramento e adeguamento strutturale. La nuova distribuzione delle risorse potrebbe comportare una revisione della programmazione, soprattutto per le amministrazioni che attendono i finanziamenti per avviare i lavori.

Al momento non è possibile stabilire quali progetti calabresi potrebbero essere interessati, né quantificare eventuali ripercussioni sui singoli territori. Saranno il percorso parlamentare della manovra e il successivo aggiornamento del riparto dei fondi a chiarire gli effetti concreti della misura.

Per la Calabria, il nodo resta quello dei tempi: in un territorio segnato da un'elevata pericolosità sismica, la disponibilità tempestiva delle risorse è un elemento fondamentale per programmare gli interventi di prevenzione.

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