Al via la XXVIII Borsa mediterranea del turismo archeologico, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre. La regione presenta il proprio patrimonio storico e culturale, puntando sulla valorizzazione dei siti meno conosciuti.
La Calabria alla Borsa mediterranea del turismo archeologico
La Calabria porta il proprio patrimonio storico e culturale alla XXVIII Borsa mediterranea del turismo archeologico, inaugurata oggi, 29 ottobre 2026, a Paestum, in Campania.
La manifestazione, che proseguirà fino al 1° novembre, rappresenta un appuntamento dedicato alla promozione dei siti archeologici e al confronto tra istituzioni, studiosi e operatori del settore turistico.
L'edizione 2026 prevede un programma articolato in circa 170 conferenze, con la partecipazione di 750 relatori, e dedica particolare attenzione alla valorizzazione delle aree interne e all'accessibilità dei luoghi della cultura.
Tra i territori protagonisti figura anche la Calabria, che partecipa con iniziative dedicate alla conoscenza e alla promozione delle proprie testimonianze archeologiche.
Dai parchi archeologici ai piccoli centri, il patrimonio calabrese
La partecipazione calabrese coinvolge anche i Parchi archeologici di Crotone e Sibari, due realtà fondamentali per la conservazione e la valorizzazione della storia antica della regione.
Dall'area di Capo Colonna, legata al culto di Hera Lacinia, fino agli scavi di Sibari, il territorio conserva testimonianze della presenza greca e dei successivi insediamenti.
Accanto ai siti più conosciuti, la manifestazione offre spazio anche ad aree archeologiche meno frequentate, ma importanti per ricostruire la storia delle comunità che hanno abitato la Calabria.
Tra queste figurano Timpone Motta e Macchiabate, nel territorio di Francavilla Marittima, al centro di un incontro dedicato alle scoperte archeologiche e alle attività di ricerca.
Il turismo archeologico come opportunità di sviluppo
La valorizzazione del patrimonio archeologico non riguarda soltanto la conservazione dei reperti, ma può rappresentare anche un'opportunità economica per i territori.
Musei, parchi archeologici e percorsi culturali possono contribuire ad attirare visitatori durante tutto l'anno, favorendo un turismo meno concentrato sulla stagione estiva.
Per la Calabria, questo significa anche promuovere borghi e aree interne, spesso caratterizzati da un patrimonio storico significativo ma ancora poco conosciuto dal grande pubblico.
Il turismo culturale può inoltre creare occasioni di sviluppo per strutture ricettive, guide turistiche, attività commerciali e servizi locali.
Per trasformare queste potenzialità in risultati concreti, tuttavia, sono necessari collegamenti efficienti, servizi adeguati e una promozione coordinata delle diverse destinazioni.
Cultura e accessibilità, le sfide per il futuro
Uno dei temi centrali della manifestazione riguarda l'accessibilità dei luoghi della cultura.
Rendere un sito archeologico più accessibile significa intervenire non soltanto sulle barriere architettoniche, ma anche sulla qualità delle informazioni, dei percorsi di visita e dei servizi offerti.
Per molti siti calabresi, soprattutto quelli situati lontano dai principali centri urbani, migliorare l'accessibilità potrebbe contribuire ad ampliare il numero dei visitatori.
La partecipazione alla Borsa mediterranea rappresenta quindi un'occasione di promozione, ma anche di confronto sulle strategie necessarie per rendere il patrimonio archeologico una risorsa stabile per il territorio.
Quali siti archeologici della Calabria meriterebbero maggiore attenzione e valorizzazione? Il turismo culturale potrebbe diventare una delle principali risorse della nostra regione?




